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17.12.2017

Ex capannoni diventano case nuova buca per il campo da golf

Uno scorcio del golf di Sommacampagna
Uno scorcio del golf di Sommacampagna

Nicolò Vincenzi Sono state approvate a Sommacampagna, durante il Consiglio comunale di lunedì, otto manifestazioni di interesse che verranno inserite nel Piano degli interventi. Delle oltre 40 presentate, sono 15 quelle che hanno superato i passaggi preliminari e di queste, per ora, solamente otto verranno realizzate. Le manifestazioni di interesse sono proposte che i privati fanno (chiedendo variazioni di aree o edifici) al Comune, ponendo così in essere la cosiddetta urbanistica contrattata. Le opere riguardano diversi ambiti: potenziamento delle attività già esistenti; recuperi urbanistici; riconversioni; ampliamenti. I primi lavori potrebbero già iniziare nel 2018 e porteranno nelle casse del Comune circa un milione e mezzo di euro come contributo di sostenibilità ambientale (Csa). «Sono state scelte quelle che erano più in linea con il documento programmatico del sindaco», spiega l’assessore all’urbanistica Giandomenico Allegri. L’operazione più importante riguarda il trasferimento dalla ditta Sonese Srl per favorire le fasi di produzione della Mbm costruzioni che si occupa di progettazione, creazione e posa in opera di grandi strutture in acciaio. Il dislocamento, proposto e accettato dall’amministrazione, avverrà all’interno della zona industriale di Caselle. L’azienda, oggi in via Lugagnano, non può espandersi per i vincoli posti dalla Tav. La soluzione dunque è la costruzione di un nuovo capannone su un’area di 13mila metri quadrati. In questo modo sarà possibile anche la produzione in linea, oggi impossibilitata nelle strutture esistenti. Oltre all’introito di 663mila euro a favore del Comune, la ditta dovrà farsi carico (per il 40% dell’importo) della costruzione di una rotatoria nei pressi dell’isola ecologica del paese. «Sono tante le iniziative che abbiamo approvato”» sottolinea l’assessore, «le manifestazioni d’interesse muoveranno tra i 25 e i 30 milioni di euro: ossigeno per la nostra edilizia». Altro intervento è quello legato alla Cantina di Custoza che per potenziare l’attività ha chiesto di trasformare un’area di proprietà da uso agricolo ad agroindustriale. In questo caso il contributo di sostenibilità ambientale, previsto dalla legge, si aggira intorno ai 197mila euro. «Alcuni allevamenti avicoli dismessi, che creano disagi a chi abita vicino, verranno trasformati in abitazioni», spiega ancora Allegri. È stata approvata la richiesta della Rfb srl che trasformerà un capannone in località Ca’ del Pepe in una zona residenziale. I circa 5.000 metri cubi attuali verranno ridotti a 2.350 e verranno costruite dalle quattr alle sei villette a schiera. Al Comune entreranno 120mila euro. Anche la famiglia Albertini, in località Terruia, costruirà al posto di due vecchi capannoni per l’allevamento avicolo, abitazioni (per 157mila euro). A Caselle un terzo allevamento, di tacchini, verrà demolito per espandere l’attività produttiva. L’operazione di trasformazione da area agricola a produttiva è di 238mila euro e sarà a carico di Corrado Miglioranzi e Olga Adami. L’immobiliare Ca’ del Pepe di Andrea Orlandi, in località Pezzarara, per 116mila euro, convertirà l’agriturismo in un ristorante. Graziano Predomo, invece, ristrutturerà il ristorante Tamburino Sardo grazie al trasferimento di mille metri cubi, già in suo possesso in un’altra località di Custoza su cui vige un vincolo legato a un elettrodotto. In cambio questa volta non si parla di Csa, ma di ulteriori mille metri cubi che verranno ceduti al Comune, come già previsto nel Pat. Il piano degli interventi prevede la costruzione anche della diciannovesima buca al campo da golf del paese, da utilizzare come alternativa nel caso in cui una delle altre 18 dovesse trovarsi in manutenzione. L’ampliamento, e quindi la conversione da area agricola a sportiva, prevede a carico del Golf Club Verona Spa un contributo di poco inferiore ai 12mila euro. Allegri evidenzia le linee guida seguite: il recupero delle attività dismesse e la necessità di favorire quelle già insediate. «Siamo molto soddisfatti, quanto ottenuto non era scontato. È stato un lavoro di cesello. Diamo risposta a chi vuole rimanere ad abitare a Sommacampagna e alle aziende che ci vogliono restare. Anche per noi è una ricchezza mantenerle sul territorio», conclude. •

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