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02.03.2018

Scuola, battaglia di neve

Mario Faccioli
Mario Faccioli

Promessa mantenuta. Issate le tapparelle, aperti gli scuri, ieri mattina i veronesi, come previsto, hanno ammirato dalle finestre la provincia imbiancata da 5-10 centimetri di neve. Una manna dal cielo per i bimbi, trasformata, invece, in una buriana di polemiche dagli adulti. Pomo della discordia: mandare o meno i figli a scuola. Già dai primi fiocchi caduti il popolo delle mamme si è diviso in due schieramenti: «Che faccio? Lascio dormire mio figlio o lo sveglio?», «Scherziamo? Per due centimetri di neve?», questi i messaggi serpeggianti nelle chat di whatsapp delle due squadre, di classe in classe, paese per paese. Il dibattito si è acceso nell'arco della giornata sull'apertura delle scuole l'indomani. Da un lato c'erano le preoccupazioni per le lastre di ghiaccio per le strade, i pericoli in auto e il traffico e, perché no, il desiderio di permettere ai figli di «fare a palle di neve». Dall'altra questioni educative e logistiche: «Non ci si rende conto», dicevano alcune mamme, «del disagio che creano a genitori e aziende le scuole chiuse». Ha tagliato la testa al toro chi di competenza. La prefettura ha lasciato carta bianca, in base alla situazione locale, ai sindaci di aprire o chiudere le scuole. Così oggi gli istituti saranno aperti a macchia di leopardo, dalla Valpolicella all'Est. Tutti sui banchi a Villafranca, dove sono caduti tra i 5 e i 7 centimetri di neve. Ordine perentorio del sindaco Mario Faccioli in piedi ieri mattina già alle 4 per controllare la situazione in città. La sera precedente, infatti, è stata sparsa per capoluogo e frazioni una quantità notevole di sale e le strade ieri mattina erano ben percorribili. «Abbiamo lavorato come matti per garantire le strade libere a chi deve andare a lavorare e a scuola, non vedo il motivo di chiudere gli istituti scolastici per cinque centimetri di neve», spiega Faccioli. «Sono tempestato di telefonate di mamme. Siamo alla follia. Si va a scuola! Lunedì si chiuderà per le elezioni, non si possono perdere altri giorni. Chi deve andare a lavorare usa comunque le strade e possono farlo anche i genitori che portano a scuola i figli. Piuttosto siano prudenti e accorti. Dobbiamo rispettare i diritti e i doveri di tutti. I genitori che lavorano non sanno a chi lasciare i figli se la scuola è chiusa. Capisco ci fosse un'emergenza, ma nel 2018 non ci si può fermare per così poco». Sulla stessa linea Davide Bendinelli sindaco di Garda: «Se decidiamo che vogliamo far fare un giorno di vacanza ai ragazzi che dovrebbero andare a scuola, allora è un altro discorso. La vera presa in giro è chiudere le scuole invocando la loro impraticabilità, quando sono tutte perfettamente pulite. Se invece si chiude perché non si è in grado di garantire la pulizia delle strade è grave». Ieri mattina, a Villafranca grazie allo spesso fondo di sale sparso, non c'è stato ingorgo in corso Vittorio Emanuele II, oltre a quello che c'è quotidianamente all'ora di punta per l'ingresso dei bambini alle elementari Bellotti. Sia al polo delle superiori di via Magenta, sia all'istituto comprensivo di Villafranca non ci sono state pesanti assenze. Alunni e docenti sono arrivati in ritardo, soprattutto quelli provenienti da Valeggio, Sommacampagna, Isola della Scala e Vigasio. Da quest'ultimo paese è saltata una corsa in orario scolastico. Ma attorno alle 9.30 la situazione è tornata alla normalità con studenti e professori tutti in aula. Dal Comune si ripetono gli inviti alla prudenza in prossimità degli incroci e sui marciapiedi del centro dove si scivola sulle lastre di pietra. Questi ultimi sono stati puliti dai militari dell'aeronautica nel pomeriggio, dopo aver atteso la seconda ondata di neve. E dal sindaco stesso, davanti al municipio. •

Maria Vittoria Adami
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