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08.01.2019

Litigate in Comune e il paese è paralizzato

L’assessore Leonardo BiasiIl municipio di Povegliano, sede del Comune FOTO PECORA
L’assessore Leonardo BiasiIl municipio di Povegliano, sede del Comune FOTO PECORA

Politica in fibrillazione a Povegliano. Sono tre i fronti caldi aperti, mentre il paese è paralizzato. Sul tavolo oltre alla mail, mai protocollata, inviata dall’assessore Pietro Guadagnini all’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan (in cui si chiede un aiuto economico e un «sostegno presso la Corte dei Conti»), si aggiunge una lettera di dimissioni di fuoco (pubblica e protocollata) del ragioniere del Comune Francesco Modè che tira in ballo l’assessore al bilancio Leonardo Biasi. Come se non bastasse, poi c’è un ricorso al Tar di sette imprese edili, di cui sei di Povegliano, proprio contro il Comune. A mettere ulteriore benzina sul fuoco il fatto che nell’elenco delle ditte ricorrenti c’è pure il nome della Copidal Srl, società del padre dell’assessore Guadagnini. Sono tutti elementi che fanno insorgere le forze d’opposizione guidate da Claudio Lunardi e in municipio il clima è tutt’altro che disteso. La lettera di dimissioni di Francesco Modè, datata 4 dicembre, prende di mira Biasi. Il ragioniere, insediato in paese cinque mesi fa, infatti, prima spiega che la situazione contabile trovata a Povegliano «si è rilevata più grave di quanto comunicato», e poi aggiunge «incancrenita presso la Corte a seguito di sbagliate soluzioni prodotte». La richiesta di risoluzione della convenzione con il Comune di Dolcè (l’altro comune dove Modè lavora), «con effetto immediato», assume un tono più forte quando si fa riferimento a una mail inviata proprio da Biasi il 29 novembre scorso, in cui, si legge nel documento protocollato, si «ironizza sulla mia professionalità» e accusa una «banalizzazione del lavoro» da lui svolto. Vicenda però liquidata dal municipio come una semplice incomprensione. La convenzione che garantiva i servizi di Modè a Povegliano per un giorno e mezzo a settimana sarebbe scaduta ugualmente a fine dicembre, si ripete a più voci. Già domani in giunta, però, dovrebbe essere discussa quella nuova, ma sempre tra gli stessi soggetti. Tutto rientrato, almeno stando a quanto riferisce anche il sindaco Lucio Buzzi. Un altro grattacapo che si aggiunge ad una estenuante attesa: quella sull’asse Venezia Povegliano. Finché non si vede recapitare la delibera della Corte dei Conti, il primo cittadino non può programmare nulla, o quasi. «Da Venezia hanno i loro tempi. Aspettiamo con fiducia, poi saremo ai nastri di partenza», commenta Buzzi, auspicando di ripartire presto con più libertà. Le questioni scottanti toccano da vicino anche Pietro Guadagnini, impegnato in questi giorni su due questioni che lo riguardano. Da un lato la lettera privata inviata all’assessore regionale Elena Donazzan e per conoscenza all’altro assessore Massimo Giorgetti, testo che ha mosso le accuse della minoranza. Dall’altro, invece, è la ditta in cui il papà è presidente del consiglio d’amministrazione a entrare nell’occhio del ciclone. Anche la Copidal Srl (gestita appunto da Guadagnini padre, Bruno) ha fatto ricorso al Tar contro il Comune di Povegliano. Sotto la lente di ingrandimento c’è una delibera di giunta del luglio scorso, dunque in piena amministrazione Buzzi. Seduta in cui l’assessore Guadagnini risulta comunque assente. Al centro della questione la nuova lottizzazione La crose, ad inizio paese. Le sette realtà imprenditoriali che hanno avanzato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, infatti, chiedono l’annullamento dei pagamenti richiesti in estate dal Comune di Povegliano a titolo di oneri di urbanizzazione secondari (le cifre contestate dalla sola Copidal Srl si aggirano intorno ai 23mila euro) in quanto sarebbero già stati effettuati nel 2014. •

Nicolò Vincenzi
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