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02.02.2018

Lavori di bonifica in chiesa L’amianto rimosso dal tetto

La parrocchia di Marchesino di Buttapietra FOTO PECORA
La parrocchia di Marchesino di Buttapietra FOTO PECORA

Luca Fiorin Via l’amianto dalla parrocchia di Marchesino di Buttapietra. L’edificio sede del tempio intitolato al Santissimo Redentore, infatti, è stato finalmente liberato di quella copertura di lastre di Eternit che ormai iniziava a costituire un problema, proprio perché fatta con materiale che contiene amianto. Un minerale che costituisce un pericolo per la salute umana, visto che esso può provocare il cancro se viene respirato od inalato. La chiesa di Marchesino si trova all’interno di un capannone, modificato proprio per contenere il tempio all’inizio degli anni Settanta, e, dal punto di vista strutturale, presenta inevitabilmente una serie di inconvenienti. Uno dei più evidenti era proprio quello della copertura, che non era certo adeguata all’utilizzo attuale della struttura. «Per questo», racconta il parroco, don Claudio Cunego, «abbiamo elaborato un progetto dal costo complessivo di 59mila euro che per più del 50 per cento, esattamente per 35mila euro, è stato finanziato con un contributo arrivato dalla Regione». L’eliminazione delle lastre di Eternit, e la loro sostituzione con un tetto isolante di nuova generazione, è stato recentemente completato. Intanto la parrocchia di Marchesino sta programmando anche la posa all’interno della chiesa di un impianto di climatizzazione da utilizzare nei mesi estivi. I cantieri aperti nell’area della parrocchia non sono, comunque, solo quelli relativi alla chiesa. Da tempo, infatti, è in corso la realizzazione di un centro parrocchiale che è stato pensato come luogo di aggregazione e spazio di attività per la comunità. Attualmente sono in corso gli ultimi lavori, che riguardano fra l’altro, l’impianto elettrico e di illuminazione e l’allestimento del bar. L’obiettivo, secondo quanto rivela il parroco, è quello di arrivare ad aprire la struttura a primavera. «Ci sono alcune cose da fare ma ci stiamo lavorando», sottolinea infatti don Claudio. •

Luca Fiorin
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