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30.01.2018

Visibili su Internet gli antichi reperti custoditi al museo

Le teche con i reperti raccolti durante gli anni negli scaviAnfore e piatti al museo archeologico FOTO PECORA
Le teche con i reperti raccolti durante gli anni negli scaviAnfore e piatti al museo archeologico FOTO PECORA

Mariella Falduto L’edizione italiana dell’enciclopedia online Wikipedia ha un numero di voci in costante crescita: erano 1.407.521 il 7 gennaio e 1.408.658 tre giorni dopo. Una crescita alla quale ha dato il suo contributo anche una voce dedicata al Museo civico archeologico di Isola della Scala, attraverso le pagine dedicate alla piccola esposizione di reperti trovati nel territorio di Isola e di paesi limitrofi, che vanno dall’età del Rame all’epoca Altomedievale, create dal professor Federico Biondani, conservatore del museo, in collaborazione con due studenti del liceo Messedaglia, Francesco Morbioli e Federico Bianchi, che durante l’estate sono stati impegnati in uno stage al museo nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. «Ho pensato», spiega Biondani, «che la creazione della pagina Wikipedia potesse essere utile sia ai ragazzi che al museo; attualmente è in preparazione anche il testo in inglese». Il museo archeologico esiste dal 1979, e all’inizio era solo un deposito temporaneo in via Roma, costituito da materiali raccolti negli anni Settanta del Novecento, ai quali se ne aggiunsero piano piano altri provenienti da scavi, raccolte di superficie, recuperi occasionali e donazioni. Nel 1991 fu spostato in un’aula libera della vecchia scuola elementare di via Cavour, dove rimase fino al 1999, quando trovò sede nella secentesca Cappella di Sant’Antonio, all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena dove si trova attualmente. Il riconoscimento regionale del museo è avvenuto nel 2001. Wikipedia riporta dettagliate descrizioni dei reperti esposti corredate da alcune foto; la sezione dell’età del Rame e del Bronzo comprende quattro vetrine nelle quali sono esposti pietre, ossi lavorati e soprattutto vasellame ceramico, provenienti da insediamenti di Vigasio, Isola della Scala, Nogarole Rocca, Trevenzuolo, Nogara, Erbè. L’età del Ferro è rappresentata da materiali provenienti da Sorgà, Erbè e Isola della Scala, in particolare un dolio, vaso di grandi dimensioni utilizzato per liquidi o cereali, proveniente dalla località Palazzina, e materiale rinvenuto a Castion di Erbè, dal vasellame per la mensa alla macina in pietra, ai pesi da telaio e ad un nucleo d' argilla con l' impronta delle mani del vasaio. Tra i reperti dell’età romana spicca il miliario dell’imperatore Massenzio trovato in località Falceri probabilmente lungo la via Claudia Augusta «padana»; alcune vetrine con la ricostruzione di due tombe, oggetti di corredi funebri come lucerne, fibule e vasellame, provenienti dalla necropoli di Pellegrina San Carlo e di Polonga di Sopra; una serie di monete di varia provenienza; e le copie di due bronzetti romani, Eracle e Anteo e un Lare, trovati a Isola della Scala, i cui originali si conservano al museo archeologico di Verona. La vetrina dedicata al periodo altomedievale è affiancata dall’immagine della ricostruzione di un guerriero longobardo e contiene una spada ed un umbone, elemento centrale di uno scudo, trovati in una tomba a Buttapietra. Il museo è gestito dall’Associazione archeologica isolana in convenzione con il Comune. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mariella Falduto
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