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30.11.2017

Ospedale di comunità Tre consiglieri all’attacco dell’amministrazione

La Giunta regionale, con la delibera numero 1714 del 24 ottobre scorso, ha individuato la prioritaria attivazione, a partire dal prossimo anno, degli ospedali di Comunità come strutture di ricovero intermedie. Isola della Scala, nonostante i 50 posti di ospedale di Comunità fossero previsti dalle schede ospedaliere del 2013, nella nuova programmazione non rientra tra le priorità. Su questa base, tre consiglieri comunali di altrettanti gruppi di opposizione, Roberto Venturi, Centrodestra per Isola, Luciano Mirandola, Opificio isolano, e Alessandro Meneghelli, Isola nostra, accusano l’amministrazione comunale di inerzia e sottolineano il rischio concreto di chiusura completa della struttura sanitaria locale. «La Regione ha disposto che nel 2018 non verrà attivato alcun servizio di ospedale di Comunità a Isola della Scala», dicono, «nel frattempo, mentre continua il progressivo svuotamento del nostro ospedale e si concretizza sempre di più il rischio di una prossima chiusura, il sindaco Stefano Canazza si limita ad affermare che i 50 posti letto di ospedale di Comunità previsti dalla schede regionali ci sono sulla carta». «Peccato», continuano i tre consiglieri comunali, «che fosse suo dovere attivarsi da subito per far diventare quei posti letto realtà. Chiediamo all’amministrazione comunale di dire ai cittadini quali sono le azioni concrete che ha posto in essere in un anno e mezzo a difesa della loro salute, e vogliamo sapere quali sono le proposte che il sindaco sta portando avanti in Conferenza dei sindaci e in Regione a difesa dei bisogni sanitari del territorio». «Dopo un anno e mezzo», continuano, «dall’insediamento del Consiglio comunale, complice anche la costante assenza del consigliere delegato alla Sanità Andrea Brazzoli che non è mai intervenuto in Consiglio comunale, non è mai stata data una risposta alle nostre domande da parte del sindaco Canazza, il quale accusa le minoranze di speculazione politica sul tema della sanità, come se non fosse lui, secondo la legge, la massima autorità sanitaria locale. Questo gli serve solo per nascondere il vero problema: l’inerzia e l’assenza della sua amministrazione sui grandi temi di interesse comune, compresa la delicata tutela della salute dei cittadini». I componenti dell’opposizione si concentrano poi sul futuro dell’assistenza sanitaria in paese quando sarà operativa la nuova struttura di Villafranca. «Anche se l’ospedale Magalini di Villafranca», continuano ancora i consiglieri, «potrà essere sul territorio un ospedale di secondo livello, attrezzato per gestire seriamente le emergenze, bisogna far sì che ad Isola della Scala rimanga aperto un presidio sanitario a tutela del territorio. Per tenere attiva la struttura ed evitarne la chiusura totale, Isola deve avere i posti letto di ospedale di Comunità previsti, presupposto fondamentale per garantire tutti i necessari servizi sanitari per anziani e famiglie, i poliambulatori, le visite specialistiche e il punto prelievi, i servizi diagnostici di base. Se non verranno attivati quei posti letto, la chiusura completa e la perdita di tutti i servizi del nostro ospedale sarà inevitabile». M.F.

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