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21.12.2017

Le due banche pagano i danni Ossigeno per la casa di riposo

La casa di riposo Benedetto Albertini FOTO PECORAUn gruppo di lavoratori della casa di riposo lodati dal commissario
La casa di riposo Benedetto Albertini FOTO PECORAUn gruppo di lavoratori della casa di riposo lodati dal commissario

Mariella Falduto A cinque anni dalla scoperta dell’ammanco milionario nelle casse della casa di riposo Benedetto Albertini, arriva una boccata di ossigeno che apre uno spiraglio per il futuro. L’ente recupera infatti quasi due milioni e mezzo di euro, perchè incassa la somma di 1.408.063 euro dalla causa di risarcimento intentata quattro anni fa, e può risparmiare un milione di euro dalla rottamazione delle cartelle. Si è così chiusa la controversia avviata dalla Albertini l’11 novembre del 2013, quando aveva citato le due banche, Unicredit e Banco Popolare, alle quali era stato affidato il servizio di tesoreria dal 2008 al 2012, due direttori dell’ente, il presidente del Cda e i suoi componenti, e i revisori dei conti, per un risarcimento quantificato sulla base del presunto ammontare dei danni in 7.577.194 euro. Danno che la consulenza tecnica disposta dal giudice nella causa civile non ha condiviso e ha quantificato in 2.423.339 euro, ritenendo che «non potesse comprendere anche la linea capitale dei contributi e dei fornitori riferibili agli anni 2008-2012». La consulenza tecnica comprendeva anche il danno imputabile a Gianluca Alberti, a suo tempo economo e direttore della struttura, principale artefice dell’illecito, nei confronti del quale la causa civile resta ancora aperta, anche se «risultando incapiente, c’è il rischio di non poter recuperare tale quota». Il commissario straordinario regionale Anna Celebron, arrivata alla Albertini lo scorso agosto, ha chiuso la transazione che ha portato al recupero di 1.408.063 euro e che era il suo primo obiettivo. «Il fatto di chiudere la transazione», spiega, «ha permesso all’ente di aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali, nonché alla definizione agevolata di due liti pendenti alla commissione tributaria, consentendo un risparmio in sanzioni e interessi di circa un milione di euro. La casa di riposo può così sanare tutto il debito arretrato nei confronti dell’Inps, e buona parte di quello con l’Agenzia delle entrate. Adesso dobbiamo portare l’ente alla normalità della situazione finanziaria e possiamo risolvere piccoli problemi di gestione. Intanto abbiamo ripreso il rapporto con i familiari degli ospiti. Un plauso va a tutto il personale della casa di riposo che continua a dimostrare attaccamento al lavoro. Vanno ringraziati perchè sono il motore dell’ente». Il commissario, dicendo di essere «moderatamente ottimista» per il futuro, aggiunge che altre criticità esistono ancora per il 2018. Celebron è il quarto commissario straordinario in ordine di tempo chiamato dalla Regione ad amministrare e gestire l’ente isolano dal 2013; prima di lei avevano ricoperto l’incarico, per periodi di diversa durata, Mirko Rugolo, Stefano Guerra e Fabrizio Garbin. Soddisfazione per la chiusura della transazione esprime anche il sindaco Stefano Canazza: «L’amministrazione comunale ha lasciato lavorare i vari commissari rispettando il loro ruolo. Abbiamo capito le difficoltà che ci sono state nel raggiungere gli obiettivi, di cui diamo merito al commissario e siamo soddisfatti per i risultati, anche grazie all’impegno dei lavoratori. In questi anni di mandato amministrativo abbiamo lasciato lavorare perché la struttura rimanesse pubblica, mantenendo rapporti con i commissari, per tenere monitorata la situazione. Ora incominciamo a ragionare, in vista della futura nomina di un cda». •

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