CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

27.11.2017

La forza di Gruppo
«Più politico che
amministratore»

Michele Gruppo, vice sindaco di Isola della Scala
Michele Gruppo, vice sindaco di Isola della Scala

A Isola della Scala, il bilancio del Comune è di 8 milioni di euro, mentre il bilancio della Fiera è di 4 milioni di euro. Il vicesindaco Michele Gruppo è delegato agli enti partecipati - due, dei sette, sono in liquidazione - perciò, anche alla Fiera.

A differenza delle altre aziende, la Fiera - che produce liquidità ridistribuita nella cittadina - è interamente controllata dal Comune.

Gruppo: il sindaco di turno, chiunque fosse e in qualunque periodo amministrasse, affidò sempre tutti - dico, tutti - gli enti partecipati al vicesindaco?

«Tutt’altro. Nelle precedenti amministrazioni, l’incarico fu assegnato ad assessori e consiglieri comunali, ma soltanto relativamente alla Fiera. Il particolare non è irrilevante: la Fiera è la Fiera».

Appunto: perché, proprio oggi, l’eccezione alla consuetudine: così, Gruppo riequilibra il potere che pende naturalmente verso il sindaco, che ora è Stefano Canazza?

«Macché: il sindaco non deve prevalere sul vicesindaco e viceversa. Essi debbono, piuttosto, concordare i provvedimenti. Io e Stefano ci conosciamo dall’infanzia. Dopo la scuola, frequentavamo gli stessi amici. Io ho più pratica nelle trattative con le istituzioni sovracomunali, Stefano ha più familiarità con la popolazione. L’uno provvede all’ altro».

Cioè: se Canazza non restasse in Gruppo, si ritroverebbe (Isola)to?

«Anziché Gruppo, il vicesindaco potrebbe essere qualcun altro. Io non sono il plenipotenziario di Isola della Scala. E Canazza è il sindaco».

Eppure, Gruppo gestisce anche lavori pubblici, edilizia privata e urbanistica. Ha più ruoli che tempo.

«D’accordo, è abbastanza: mi occupo degli enti partecipati perché io e il sindaco vorremmo che il Comune diventasse socio dell’azienda che - assieme all’Autostrada del Brennero, Ferrovie dello Stato e altri - gestirà il centro intermodale di 800mila metri quadrati, in cui le merci saranno smistate su gomma e rotaia, previsto ad Isola della Scala. Villafranca ha fatto altrettanto con l’aeroporto. Oltre ai Tir, arriveranno e partiranno treni di 750 metri di lunghezza, il doppio di quelli adesso in circolazione. Al valico del Brennero, le pendenze delle gallerie saranno ridotte. Il Comune - che, peraltro, concede le autorizzazioni – dovrebbe essere presente nel Consiglio di amministrazione dell’infrastruttura non solo per consolidare ulteriormente le proprie finanze, ma anche per salvaguardare il proprio territorio».

Isola: perché le paludi del fiume Tartaro vi divisero dagli abitati circostanti. Scala: perché foste governati dagli Scaligeri. Isola della Scala è ancora isolata?

«La strada a servizio del grande centro intermodale collegherà direttamente Isola della Scala sia all’autostrada Brennero–Modena sia alla Transpolesana Verona–Rovigo. Non domani, purtroppo. Siamo, comunque, più vicini al capoluogo Verona che alla Bassa veronese».

Quanto alle sue altre mansioni?

«Sono troppe. Tranne Canazza, nessuno del resto della maggioranza era stato prima anche semplicemente in Consiglio comunale. Se il sindaco riterrà che qualche assessore abbia ormai abbastanza esperienza, rinuncerò volentieri a qualche delega».

Alle elezioni, nel 2016, Federico Giordani ricevette più preferenze di Gruppo, che fu seguito da Sandra Mantovani, Lidia Perbellini e Germano Clementi. Il sindaco vi nominò assessori. Perché vicesindaco proprio Gruppo?

«Io e Canazza preparammo la lista dei candidati consiglieri. Gli eletti e i nostri sostenitori rispettarono i patti stretti prima della votazione. Se non fossi stato eletto, non sarei stato neanche assessore esterno».

All’interno del sito internet comunale sono pubblicizzati ancora i viaggi di rappresentanza dell’ex sindaco Giovanni Miozzi, che tolse l’assessorato dato a Canazza.

«Più che una svista, sarà dipeso da qualche nostalgico. Non abbiamo l’addetto stampa. Verificherò con gli uffici e con i tecnici. Avviserò Canazza».

La Fiera prepara 700 mila piatti l’anno: 500 mila solamente durante la manifestazione dedicata al riso. Salvo l’esclusiva di altri, avete mai registrato il marchio Mangia&Bevi?

«Accetto la provocazione, precisando che non siamo né degli ingordi né degli ubriaconi. Il Mangia&Bevi, che è una vetrina per Isola della Scala, potrebbe esporre stabilmente anche gli altri prodotti veronesi. Abbiamo già servito in tavola le eccellenze enogastronomiche provinciali. Un’agenzia di viaggi ha accompagnato a Isola della Scala addirittura 2.800 tedeschi provenienti dal lago di Garda. In un giorno in cui non c’erano eventi in Fiera».

Avrebbero potuto assaggiare il fritto misto di pesce della riviera.

«Condividiamo, non sottraiamo i turisti al lago di Garda. La collaborazione, ripeto, potrebbe essere avviata anche con molte altre località del Veronese. I benefici sarebbero reciproci».

Gruoppo: vi arricchite con il povero riso.

«Cuociamo il riso che coltiviamo. Una porzione per volta venduta a una moltitudine di persone dà un guadagno decisamente maggiore di una moltitudine di porzioni vendute contemporaneamente a una persona. Insomma, meglio il commercio al dettaglio dentro e fuori la Fiera che all’ingrosso nei supermercati».

Un migliaio delle quattromila famiglie residenti è coinvolto negli eventi della Fiera. Cos’è, quest’ultima: un ammortizzatore sociale?

«No. L’occupazione in Fiera è occasionale. Essa integra, non sostituisce, il reddito. I posti sono destinati a disoccupati, studenti, casalinghe e pensionati. Le associazioni che partecipano alle manifestazioni, invece, ricevono un contributo per le proprie attività. L’assistenza sociale riguarda il Comune».

Le statistiche della Camera di commercio concludono che, nel 2000, c’erano 1.113 ditte; nel 2008, 1.243; nel 2017, 1.139. Un centinaio di aziende in meno. Private, non pubbliche.

«Si tratta, probabilmente, di Partite Iva, quindi di ditte individuali che si sono riorganizzate. Le aziende più importanti di Isola della Scala hanno assunto altri lavoratori. Nei Comuni dei dintorni si sono insediate nuove aziende. La crisi economica non è stata rovinosa quanto in altri luoghi».

Non dispenserà sussidi sociali, nondimeno la Fiera è il palco più ambito - eccellenza delle eccellenze – dalla propaganda elettorale, che non preannuncia mai l’atto finale. Gruppo, sia leale...

«Dopo le elezioni, nel 2016, indossai il Tricolore in Fiera, affiancato alle altre autorità, finchè il sindaco dirigeva la banda. Canazza è un musicista. Poi, passai la fascia a Canazza perché tagliasse il nastro della manifestazione sul riso. Quel giorno, mi considerai, seppure brevemente, il sindaco».

Quale altra foto di gruppo potrebbe comparire sulla pagina Facebook comunale se non di Gruppo sindaco. Si candidi!

«Caso mai, dopo il secondo mandato di Canazza. Preferirei, comunque, il Consiglio regionale. Sono più un politico che un amministratore».

Gruppo: a forza di specchiarsi, che sia in Fiera o altrove, la vetrina potrebbe frantumarsi.

Stefano Caniato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1