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07.10.2017

Il sindaco gli ritira le deleghe
Muraro paga per l’astensione

Sara Moretto, quando era vice sindaco, e Aldo Muraro
Sara Moretto, quando era vice sindaco, e Aldo Muraro

«Essendo venuto meno il rapporto fiduciario con il consigliere Aldo Muraro, allo stesso è revocato ogni incarico». Sta racchiuso in questa breve, e piuttosto fredda, frase un passaggio che, comunque vada a finire, segna l’attuale amministrazione di Buttapietra. Questa, infatti, è la formalizzazione della rottura fra l’attuale primo cittadino di Buttapietra Sara Moretto ed il suo predecessore, ed in qualche modo padre politico, Muraro il quale attualmente ricopre il ruolo di consigliere.

Pur non nominandolo assessore, il sindaco Moretto, nello stesso momento in cui aveva fatto nascere la propria giunta, era il 20 giugno dello scorso anno, aveva dato ufficialmente a Muraro il compito di seguire l’urbanistica, il completamento del Piano di assetto territoriale e dei piani di intervento.

D’altronde, l’attuale primo cittadino aveva vinto le elezioni a capo di una lista civica che costituiva, pur presentando varie novità, la naturale prosecuzione di quella che aveva sostenuto per cinque anni l’amministrazione guidata da Muraro. Amministrazione nella quale Moretto era vicesindaco.

All’origine della scelta dell’attuale primo cittadino di sfiduciare il consigliere c’è il voto che egli ha espresso nell’ultimo Consiglio comunale in merito ad un’ipotesi di accordo volta a porre fine all’annosa vicenda del Peep Nord. Un piano di edilizia comunale che non è mai stato realizzato a causa di un contenzioso con i proprietari di una parte dei terreni e che ora, a causa del fatto che potrebbe arrivare un giudizio finale negativo, il Comune intende chiudere con un’intesa che non è certo sfavorevole per la sua controparte. Un accordo che chiuderebbe, comunque, una vicenda la cui gestione da parte dell’amministrazione Muraro era stata pesantemente criticata dalle opposizioni.

Nell’assemblea svoltasi lo scorso 11 settembre, quando è arrivato il momento di votare il testo del concordato, la maggioranza ha dovuto prima far sospendere la seduta per confrontarsi al suo interno e poi, nonostante questo, non è riuscita ad esprimere un voto uniforme. Muraro, infatti, a fronte del sì dei suoi compagni di lista, ha preferito astenersi.

Già in quella seduta Sara Moretto non ha nascosto il suo disappunto. «Mi riservo di valutare le conseguenze politiche che comporta la scelta di voto di Muraro, considerato anche il ruolo amministrativo che egli ha avuto», ha infatti commentato pubblicamente. Una presa di posizione alla quale ha fatto quasi subito seguire la revoca degli incarichi.

La comunicazione formale relativa a tale scelta è infatti datata 14 settembre. Una decisione che è poi rimasta gelosamente custodita sino ad ora all’interno della maggioranza. Il documento del sindaco è stato protocollato, ma non pubblicato sull’albo pretorio, e nessuno si è fatto sfuggire la notizia del cambio amministrativo. Cambio che significa, dal punto di vista operativo, che le materie di cui si occupava Muraro ora torneranno ad essere seguite al cento per cento dall’assessore alla Gestione del territorio Luca Zonin.

Neanche adesso né Moretto né Muraro intendono parlare di questo argomento. Inevitabilmente, però, questa vicendea sta assumendo una valenza politica rilevante. Anche se rimane da capire se e come l’ex-sindaco reagirà, e se questo provocherà dei movimenti in maggioranza, le opposizioni non mancano certo di commentare.

«In merito alle responsabilità legate alla decadenza del Peep Nord io avevo presentato un’articolata mozione con la quale chiedevo il ritiro della delega a Muraro, ma la maggioranza allora ha invece lodato il suo operato», dice Gabriele Filippi di Alternativa democratica. «Ora, sei mesi dopo, arriva questo incomprensibile ripensamento, proprio quando ci sono da esaminare settanta domande presentate dai cittadini per quanto riguarda il piano degli interventi», aggiunge. Mentre Renzo Giacopuzzi, Lega, afferma: «Questa è la conseguenza di problemi che evidentemente si trascinavano dall’inizio dell’amministrazione».

«Evidentemente», conclude, «il sindaco si è ora reso conto che Muraro voleva continuare a comandare».

Luca Fiorin
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