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17.07.2017

I Dal Forno:
tutti casa,
Giunta
e famiglia

I fratelli Antonella e Marco Dal Forno
I fratelli Antonella e Marco Dal Forno

Stefano Caniato

Marco e Antonella Dal Forno sono fratelli. Lui è vicesindaco a Valeggio; lei, è assessore a Sona. Hanno entrambi famiglia e sono stati delegati dai rispettivi sindaci alla Famiglia.

Figurarsi pranzi e cene a casa Dal Forno. Vicesindaco: vi scambiate continuamente idee, elaborati e provvedimenti? Ciò che delibera in giunta l’uno, delibera l’altra e viceversa? Oppure avete tagliato il cordone?

«È un caso se io e Antonella abbiamo l’incarico alla Famiglia. Non ci siamo accordati. Celebro, per dire, meno matrimoni di lei. In compenso, predispongo corsi comunali per fidanzati che precedono quelli parrocchiali. Ogni tanto, oltre a Pasqua, Natale e Capodanno, io e Antonella ci telefoniamo e incontriamo. Ma discutiamo di turismo e scuola. Valeggio e Sona si trovano nell’entroterra del Garda, che è frequentatissimo. Vorremmo richiamare l’attenzione di qualche visitatore in più. A Valeggio, i genitori accompagnano alle lezioni con l’auto e a piedi anche i figli dei vicini. La condivisione dei viaggi contiene le spese pubbliche e domestiche».

Dal 1995 al 2001, lei fu presidente diocesano di Azione Cattolica. È dal 1867 che l’associazione si rivolge ai ragazzi. È ancora volontario? Alle amministrative, è un certificato di qualità prima che di quantità?

«Sì, sono un volontario di Azione Cattolica, ovviamente con modalità e in momenti ridotti per i molti impegni. Sì, l’appartenenza all’associazione fu elettoralmente vantaggiosa, ma non decisiva. Più nel 2009, quando per la prima volta mi candidai consigliere a Valeggio, che nel 2014, quando ottenni consensi da cittadini anche di diversa provenienza».

Quante preferenze ricevette nel 2009? E nel 2014?

«Nel 2009, 65; nel 2014, 270, fui il terzo più votato».

Il vicario è solitamente il più votato tra i candidati consiglieri. Perché, dunque, fu nominato vicesindaco?

«Al mio gruppo, all’interno della coalizione che supportava il candidato sindaco, spettava il vicesindaco».

Riprendiamo dalle associazioni. L’Azione Cattolica spiega che l’ educazione dei ragazzi dipende in prevalenza dai genitori. Se mi trasferissi a Valeggio con moglie e prole, quali servizi mi mettereste a disposizione?

«Innanzitutto, il doposcuola riservato agli studenti, contraddistinto dalle riunioni periodiche tra insegnanti mattutini, operatori pomeridiani e genitori per verificare l’attività svolta e programmare quella da svolgere; dopodichè, la scuola indirizzata ai genitori raggruppati a seconda dell’età dei figli: fino a sei anni, a undici anni, a diciotto anni. I genitori si confrontano spontaneamente, non perché obbligati in qualche modo dalle istituzioni».

Gli oratori si sono riorganizzati e consociati. Non sono più amatoriali. Nel 2001, lo Stato ne ha legittimato la funzione educativa. È uno degli ammortizzatori sociali anche a Valeggio?

«Sì, concorre senz’altro a recuperare i ragazzi. L’efficacia della prevenzione, effettuata grazie all’insieme degli specialisti attivi nel territorio, è dimostrata dal bilancio comunale: destiniamo 45 mila euro l’anno all’Ulss, a cui si aggiungono gli stanziamenti di altri enti locali, per assistere i minori gravemente disagiati sebbene quei minori non siano di Valeggio. Oggi è così, domani, chissà, potremmo necessitare noi d’aiuto. Ciò motiva la quota che versiamo».

Qualsiasi comunità ha bisogno di animatori. Ultimamente, però, ci animiamo soltanto con gli smartphone. Più che socievoli siamo social. Finanche il vicesindaco social(izza) con Facebook e Twitter.

«La comunicazione è fondamentale. Avvertenza: se gli elettori non hanno la possibilità di valutarti dal vivo - nelle piazze e nei Consigli comunali - non ti votano; se hanno la possibilità di valutarti anche virtualmente, ti danno qualche voto in più».

Il sindaco Angelo Tosoni ha raccomandato che ogni evento sia condiviso da ciascuno, nessuno escluso, tra i confini di Valeggio e propagandato da ciascuno in ogni dove al di fuori di Valeggio. Il brand Valeggio dev’essere accessibile da qualsiasi postazione tecnologica.

«Il brand Valeggio dev’essere maggiormente pubblicizzato. Il dialogo con i visitatori, a differenza di quello con gli elettori, dev’essere intrapreso, sviluppato e mai interrotto a distanza. Internet è più di un passaparola».

A Valeggio, c’è Radio Scialla, che trasmette dal web. «Scialla», cioè «Stai sereno». Nel gergo giovanile, almeno. Siccome un presidente del Consiglio dei ministri perse la serenità, l’amministrazione sostiene Radio Scialla per scaramanzia?

«Abbiamo concesso la sede e paghiamo le bollette, Radio Scialla propone in diretta i Consigli comunali. È una delle tante, ma altrettanto meritevoli, iniziative per unire la comunità. L’amministrazione proseguirà: siamo sereni».

Promuovete sia il servizio di «tagesmutter»- gli asili a domicilio gestiti da mamme e papà - sia la tutela delle Pari opportunità. Non c’è abbastanza alternanza di genere?

«Vogliamo che le famiglie concilino casa, lavoro, scuola, tempo libero. Non è facile, ma non impossibile».

Se perdo il lavoro? Mangio e dormo sotto - anziché tradizionalmente sopra - il ponte di Borghetto, uno dei borghi più belli d’Italia assieme a San Giorgio di Valpolicella?

«Finanziamo una decina di tirocini l’anno - che durano singolarmente qualche mese - nelle aziende di Valeggio per il reinserimento di chi ha perso l’occupazione. Alcune ditte integrano il contributo comunale, altre prolungano il contratto ai lavoratori».

Se sono un pensionato?

«C’è un promoter che dà suggerimenti e coordina, rispettandone l’autonomia, quanti si dedicano alla terza età».

Giusto l’anzianità: Tosoni è al secondo mandato consecutivo. La prossima volta, per legge, non potrà candidarsi. Dal Forno ha già provato la fascia d’ordinanza in vista dell’eventuale proclamazione ufficiale?

«Ho indossato il Tricolore all’apertura della fiera di Valeggio, perché Tosoni era in ferie. Sì, potrei essere disponibile a candidarmi sindaco».

Più che dal condizionale, dipenderà dai pretendenti.

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