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28.12.2017

Faceva resuscitare i computer Officina uccisa dal progresso

Michele Bottari di Os3 e un corso per l’utilizzo del pc con LinuxUn cartello dell’officina
Michele Bottari di Os3 e un corso per l’utilizzo del pc con LinuxUn cartello dell’officina

Vittorio Zambaldo Chiude i battenti il 31 dicembre l’associazione di promozione sociale Officina per una società sostenibile e solidale (Os3), che per dieci anni è stata riferimento nel Veronese nella promozione diffusione, consapevolezza e conoscenza del mezzo informatico, come strumento della comunità. Attraverso l’adozione e la promozione di tecnologie libere, valorizzando i servizi telematici in funzione del risparmio energetico e della minimizzazione dei rifiuti tecnologici, ha puntato a diffondere il sistema operativo Ubuntu in ambiente Gnu-Linux per l’utilizzo di software libero e gratuito, rigenerando vecchi computer, riportandoli in vita grazie a tecnologie di recupero e di risparmio che fanno riferimento ai valori dell’etica e della sostenibilità ambientale, temi che hanno caratterizzato l’Officina S3 fin dal suo nascere e per tutto il suo decennio di vita. Parrebbe un controsenso questa morte proprio quando si è diffusa in maniera maniacale la digitalizzazione e si trovano anche tanti ultrasessantenni con in mano smartphone di ultima generazione. «Eppure è proprio così», dicono Mirco Gasparini e Michele Bottari, del direttivo dell’associazione, «e la morte dei pc e nata con gli smartphone che di fatto, pur in dimensioni miniaturizzate, svolgono le stesse funzioni di un computer con la sola scomodità di uno schermo e una tastiera più ridotti. Da due anni assistiamo al calo continuo di richieste e di presenze. L’associazione, che si occupava del recupero e della rimessa in circolazione di computer altrimenti destinati alla discarica, oggi manca di materia prima: in dieci anni abbiamo recuperato e donato 651 computer», dicono controllando il libro dove sono registrati tutti i pc entrati e usciti dalle stanze dell’associazione, «ma purtroppo gli ultimi 50 sono andati direttamente in discarica, quando prima erano invece richiesti da gruppi, associazioni, scuole, semplici cittadini che li ottenevano dietro una semplice donazione». Ma sono finiti anche gli arrivi: più nessuno si sbarazza di computer perché pochi ormai li usano. Eppure Os3 ha una storia gloriosa alle spalle: i pc che uscivano dalle sue stanze avevano di fatto una garanzia a vita. Se qualcuno non funzionava più, bastava riportarlo e se ne prendeva un altro in cambio. Il grande merito dell’associazione è stata soprattutto la diffusione di Ubuntu e del software libero: tanti che vi si avvicinavano timorosi sono stati incoraggiati: «Abbiamo convinto a usare computer rigenerati un intero istituto comprensivo, quello di Sommacampagna che li usa in ben 30 classi, ma le scuole che usano Linux sono purtroppo gran poche, convinte che non ci siano applicativi adatti, quando invece se ne trovano dall’infanzia ai corsi universitari», osservano da Os3. Fiore all’occhiello restano i corsi sull’utilizzo di Linux e del pc. In ben dieci edizioni di Smonta e rimonta si è fatto capire anche ai profani che cosa ci sia dentro un computer e con poche lezioni si mettevano i candidati alla prova, unendoli in squadre di tre quattro che attorno a un tavolo, sul quale era stati versati alla rinfusa i diversi componenti, dovevano rimontare il pc e accenderlo. La soddisfazione più grande sono stati in corsi alla Casa circondariale di Montorio, per l’esperienza coinvolgente che ha visto i membri dell’associazione protagonisti nel portare tra le mura del carcere sei computer e una stampante a disposizione dei soci di Microcosmo, associazione di volontariato che opera nell’istituto di pena con corsi di alfabetizzazione e di promozione culturale: non potendo usufruire di internet, su tutti i pc è stata caricata una versione statica e aggiornata di Wikipedia sulla quale poter far ricerche. Os3 grazie ai corsi e alle donazioni ha sempre avuto in questi anni una disponibilità economica che le ha permesso di aiutare altri progetti o persone in difficoltà: ora ha deciso di destinare l’avanzo di chiusura (circa 3.500 euro) al Comune di Sommacampagna perché lo destini ad altri progetti di aiuto o a chi ne abbia bisogno. Sul sito (www.officina-s3.org) resta la possibilità di consultare i due manuali pubblicati dall’associazione e di leggere articoli interessanti sul presente e sul futuro della comunicazione globale: «Stiamo pensando di convertire l’associazione in comitato o semplice sportello, arricchendo il nostro sito di informazioni, rendendoci disponibili a continuare ad assistere vecchi e nuovi innamorati di Ubuntu e del software libero», concludono da Os3, facendo intuire che ci sarà ancora vita dopo la morte dell’associazione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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