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07.02.2017

Dragoni, risciò e calcio
Sasso arriva fino in Cina

Alcuni rappresentanti de Il Sasso davanti al carro 2017 che ironizza sulla penetrazione dell’economia cinese in Italia FOTOSERVIZIO PECORASi mettono a punto i costumi: in sfilata anche i piccolissimiSul veicolo sono presenti anche gli stemmi di Inter e Milan
Alcuni rappresentanti de Il Sasso davanti al carro 2017 che ironizza sulla penetrazione dell’economia cinese in Italia FOTOSERVIZIO PECORASi mettono a punto i costumi: in sfilata anche i piccolissimiSul veicolo sono presenti anche gli stemmi di Inter e Milan

L’ironia del carnevale non ha confini geografici e quella di Rosegaferro quest’anno punta dritto alla Cina. Non teme di stuzzicare la potenza economica mondiale, il gruppo Il Sasso della frazione villafranchese che nel suo carro allegorico ha rappresentato il penetrare nel tessuto produttivo ed economico italiano dell’impero del dragone. Su un carro imponente, lungo dieci metri e con un’altezza massima di sette, è rappresentato un enorme drago che si mangia l’Italia. Il bestione è caricato su un risciò condotto da un cinese e sul veicolo sono affissi gli stemmi delle squadre di calcio Inter e Milan - nelle cui compagini societarie spuntano colossi cinesi - e la pubblicità dei centri massaggi. Sovrasta il carro un grande ventaglio che si apre e si chiude. Il titolo scioglie ogni dubbio: «Con l’Italia in bocca al dragone, il cinese riempie il furgone».

È così che Rosegaferro interpreta l’economia e l’Italia con il contributo di un gruppo che cresce ogni anno e supera le 150 persone tra costruttori, ideatori, ballerine e coreografe, sarte e tuttofare. La compagine annovera componenti dai due ai 70 anni. Quest’ultima è l’età raggiunta dal veterano e simbolo del carnevale di Rosegaferro: Francesco Cordioli, da tutti conosciuto come «Polentina». Ha partecipato alla costruzione di 55 carri del suo paese, tanti quanti quelli costruiti nella storia del Sasso. «È il nostro decano, presente alla costruzione di tutti i carri da quando abbiamo iniziato a costruirli», spiega il presidente del gruppo Giona Cordioli, 30 anni. «La settimana scorsa gli ha fatto visita, per omaggiarlo, il Bacanal del gnoco di Verona». Il Sasso quest’anno ha anche risolto un grosso problema: da tempo senza sede, nel 2016 era stato costretto ad affittare un capannone a Mozzecane per costruire il carro al riparo da freddo e intemperie. Le molte richieste fatte al Comune, infatti non erano andate a buon fine. «Quest’anno un concittadino ha risolto la questione, speriamo definitivamente», continua il presidente. «A pochi passi dalla chiesa, in una corte, ci ha messo a disposizione il suo vecchio fienile, avendo dismesso l’allevamento. Abbiamo fatto dei lavori per chiudere e installare un portone e il problema, non da poco, è chiuso». Il carro infatti è costruito con la carta pesta: basta un temporale per vanificare gli sforzi e l’operosità di settimane e settimane. Il Sasso ha iniziato a incontrarsi per imbastire il carro, costruirlo e accompagnarvi le coreografie, già a ottobre.

Con un entusiasmo che non accenna a diminuire, anno dopo anno, e che si trasmette ormai di padre in figlio. «Si lavora da mesi, è un impegno che richiede molto tempo: ci troviamo tutte le sere, ma siamo ricompensati dal piacere di trascorrere tante ore in compagnia e dalla consapevolezza», conclude Cordioli, «che così facendo perpetuiamo una tradizione di paese che ha superato il mezzo secolo. E portiamo avanti anche il lavoro del nostro Polentina». I pezzi del carro sono rigorosamente originali e Rosegaferro è ormai abituato a stupire con le sue opere, più volte vincitrici del Bogon d’Oro di Verona. Tanto che spiace oggi distruggere i carri di ieri, come vorrebbe la regola: quello dello scorso anno, un gigantesco Salvini in groppa al leone, è disponibile per chi vuole noleggiarlo. Il carro cinese, invece, è ormai pronto. Ha debuttato alla Croce Bianca e poi, completamente finito, a Grezzana nei giorni scorsi. Ma le tappe importanti del Sasso sono all’orizzonte: Verona, Villafranca e Rosegaferro.

Maria Vittoria Adami
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