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23.01.2018

Disegnato il paese del futuro Mai più capannoni tra le case

Le risorgive dieci anni fa e un cantiere sullo sfondo FOTO PECORA
Le risorgive dieci anni fa e un cantiere sullo sfondo FOTO PECORA

Giorgio Guzzetti È stato approvato dall’amministrazione provinciale il Pat, Piano di Assetto del Territorio, il nuovo strumento urbanistico che assorbe il precedente Prg, Piano Regolatore Generale, e indica per il futuro le modalità di sviluppo del territorio comunale, salvaguardandone l’ambiente e le caratteristiche per una crescita urbanistica omogenea e peculiare. È un piano che per il futuro privilegia le qualità delle costruzioni e per l’esistente le riqualifica con spostamenti dei volumi impropri in base a scelte del Consiglio comunale. CRONISTORIA. La sua elaborazione è frutto della coprogettazione tra Comune, Provincia e Regione cominciata nel 2010 con l’amministrazione guidata dal sindaco Franco Bertaso con i lavori preliminari al Pat, richiesti dalla nuova normativa, lavori che terminano nel 2013 con la relativa adozione da parte del Consiglio comunale. A questo punto il piano viene inviato alla Regione cui spettava la Valutazione Ambientale Strategica,Vas, approvazione giunta nel marzo del 2015; il piano passa quindi alla Provincia, cui erano state affidate nel frattempo le competenze urbanistiche, che lo approva alla fine dello scorso dicembre. I tempi lunghi trascorsi in Regione e Provincia sono spiegabili con le continue norme sempre più stringenti uscite nel frattempo sia per il rispetto dell’ambiente che per le competenze urbanistiche trasferite dalla Regione alla Provincia. IL RUOLO DEL PAT. Il Pat ha individuato sul territorio degli Ambiti Territoriali Omogenei, A.T.O. ove sono realizzabili interventi migliorativi sia sull’esistente che sui futuri insediamenti. Ad esempio per attività e capannoni artigianali in mezzo a centri edilizi è prevista la possibilità del loro spostamento in altre zone del territorio destinate a queste finalità in base a criteri di perequazione, compensazione urbanistica e credito edilizio. Sono state individuate infatti delle zone dove non sono stabilite cubature specifiche perché destinate ad accogliere volumi che risultano impropri in altri ambiti. E per le zone finalizzate all’edificazione residenziale sono previsti criteri e contributi di solidarietà, in pratica chi costruisce oltre al vantaggio proprio del terreno edificabile deve offrire un vantaggio alla collettività o con lavori o con l’equivalente economico. I RISULTATI ATTESI. La finalità del Pat è la qualificazione e l’armonizzazione del territorio per favorire la nascita o il rafforzamento di una sua identità che per Castel d’Azzano si concretizza in un cuore pulsante al centro del paese che comprende tutti i servizi per i cittadini. Vi sono infatti situati il polo storico-amministrativo con il castello villa Nogarola diventato municipio, quello ambientale con il grande parco delle risorgive, la centrale piazza Pertini, il polo scolastico, quello sociale e quello sportivo. Queste strutture di servizi sono circondate dalle zone residenziali e legate fra loro da piste ciclo pedonali alcune realizzate altre in programma; all’esterno ci sono le zone agricole e artigianali a sud e quelle industriali a nord. IL SINDACO. «Questo nuovo strumento urbanistico ambisce a riqualificare e recuperare l’esistente attraverso il meccanismo del credito edilizio che d’ora in poi sarà possibile anche a Castel d’Azzano; migliora i servizi e le tutele ambientali costituite dalle risorgive, indiscusso patrimonio naturale del nostro territorio; limita pure la possibilità di espansione del territorio attraverso interventi integrati che vedono la compartecipazione di finanziamenti pubblici e privati», sottolinea il sindaco Antonello Panuccio che precisa: «Abbiamo previsto infatti solo 400 nuovi residenti in più rispetto alla Variante approvata nel 2002 dall’amministrazione Testini che ne prevedeva 5000. Altro vantaggio è il fatto che per ogni metro cubo costruito ci sarà un ritorno per l’intera comunità attraverso la realizzazione di un’opera pubblica o parte di essa oppure la corrispondente monetizzazione». TEMPI DI ATTUAZIONE. Il Pat entrerà in funzione dopo la sua pubblicazione sul BUR, Bollettino Ufficiale della Regione veneto; a seguire verrà realizzato il Piano degli interventi fatto da un progettista, quindi i piani specifici per ogni zona con le misure per migliorare la qualità dell’abitare oltre a quelle per il rendimento energetico degli edifici, con incentivi per un’edilizia di qualità ecosostenibile ricorrendo anche all’istituto del credito edilizio, con premi in termini volumetrici ed economici. «È uno strumento», conclude il vicepresidente della Provincia Pino Caldana, «che contribuirà a migliorare l’identità urbanistica del territorio e con essa la quotidianità della vita dei cittadini. Un grazie ai tecnici della Provincia che, pur con l’esiguità delle risorse a disposizione, hanno portato a temine, non senza difficoltà, uno strumento prezioso per il nostro paese». •

Giorgio Guzzetti
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