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08.07.2018

Valgatara, dopo 35 anni chiude i battenti lo storico bottegaio

Donatello Sempreboni chiude il suo negozio di alimentari nella piazza centrale di Valgatara
Donatello Sempreboni chiude il suo negozio di alimentari nella piazza centrale di Valgatara

Donatello ha chiuso i battenti. Questa è la notizia che circola da alcuni giorni tra le vie di Valgatara dopo che il 30 giugno ha segnato l’ultimo giorno di apertura dello storico supermercato del marchio Conad nella piazza principale della frazione più popolosa di Marano di Valpolicella.

Un luogo rassicurante per gli abitanti del paese che, sempre lì, giorno dopo giorno dal lontano 1983 trovavano lui, Donatello Sempreboni, dietro al suo bancone pronto a dare loro quello che serviva con passione per il suo lavoro. Il supermercato si è identificato a tal punto con il suo proprietario che da sempre gli abitanti di Valgatara dicono: «Vado a fare la spesa da Donatello».

 

Donatello, nato a Verona, ma residente a Fumane fin da bambino, ha iniziato molto giovane a fare il garzone e a consegnare la spesa a domicilio in paese a Fumane. Con il tempo però la voglia di «farcela da solo» e una certa intraprendenza imprenditoriale gli ha dato la spinta per acquistare un mezzo e fare l’ambulante. Il destino l’ha portato a Valgatara, dove dal gennaio 1976 è diventato il riferimento per le persone che volevano acquistare generi alimentari sotto casa.

«Mi ricordo ancora quando girava per le vie del paese annunciato dalla canzone de El Merendero. Era un riferimento per tutti noi», racconta una signora. «Poi le cose sono cambiate e nell’autunno 1983 sono stato invitato dal sindaco di allora De Nardi a visionare un locale nella piazza a fianco alla chiesa parrocchiale di Valgatara», racconta Donatello. «Volevano centralizzare in quel luogo i negozi del paese e c’era bisogno di una bottega, o un supermercato, quelle nuove realtà che stavano nascendo in Valpolicella. Così, colto anche dal timore di essere soppiantato dalla concorrenza, ho preso coraggio e ho deciso di aprire nell’ottobre dello stesso anno il mio supermercato che da subito è stato sotto il marchio Conad».

«L’uomo dal baffo» ha preso coraggio, come lui stesso ammette, e assieme alla moglie Adriana e a un dipendente di nome Francesco (che lavorerà per lui per 10 anni) ha messo in piedi il supermercato forte di una reputazione già consolidata da tempo in paese in cui offrire un «servizio completo: carne, ortofrutta, pane fresco e generi alimentari vari», racconta.

 

La sua clientela, fin dall’apertura, sono i residenti del paese, persone che per abitudine andavano quotidianamente a fare la spesa, anziani, adulti e bambini, o addirittura clienti che dal 1983 venivano una volta a settimana sempre lo stesso giorno a fare la «spesa grossa». Donatello ricorda un episodio che gli è rimasto nel cuore: negli anni Ottanta i bambini venivano richiamati dall’arrivo del Mago G di Radio Monte Baldo, che periodicamente arrivava con una carriola e faceva animazione attirando le famiglie in quel luogo. Donatello era tappa fissa anche per chi andava a scuola o al grest estivo.

«Ricordo che tutti i ragazzi e bambini del paese andavano la mattina da lui a prendere il panino per la merenda o per comperare qualche dolcetto o caramella prima di andare al grest», racconta una ragazza del paese che ha più o meno gli stessi anni del supermercato. Sacrificio, passione, determinazione e soprattutto tanta umanità: questo quello che gli abitanti di Valgatara ricorderanno di Donatello. «Gli ultimi giorni di apertura le signore sono entrate in negozio con le lacrime», spiega Arianna, che negli ultimi anni ha aiutato il papà nel difficile tragitto verso la chiusura. «Mio papà inoltre ha cresciuto un’intera generazione di bambini che sono diventati grandi venendo quotidianamente qui. Ciò che ci rende felici per lui è che ha scelto di chiudere dopo lunghe riflessioni, perché ora è venuto il momento di dedicarsi di più a se stesso e alle sue passioni, cantare nel coro “Amici della musica” e andare a pescare».

«Chiudo con qualche rammarico perché con il cuore avrei continuato, ma è venuto il momento di abbassare le serrande. Prometto però che a Valgatara ci tornerò, perché l’affetto che le persone mi hanno sempre dato non finisca qui», conclude Donatello. E ci saluta con un sorriso, cappellino bianco e grembiule arancio, da dietro al suo amato bancone. •

Agnese Ceschi
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