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20.03.2017

Serve manodopera nei vigneti Ma bisogna essere polivalenti

Hanno risposto con interesse le aziende agricole della Valpolicella al primo di una serie di incontri che il comune di Fumane ha organizzato per l'utilizzo, la formazione e la riqualificazione dei disoccupati. L'input al confronto è nato dal fatto che ci sono diversi disoccupati e le aziende agricole hanno bisogno di personale specializzato. A presentare il progetto di Lavoro & Società, che attinge ai fondi sociali europei nel Veneto e richiede una piccola collaborazione da parte delle aziende interessate, è stato Mirko Tavella. «Il 50 per cento delle persone che seguono la formazione trovano lavoro», ha detto Tavella.

Attualmente le aziende dei viticoltori locali si rivolgono alle cooperative che utilizzano personale proveniente in massima parte dall'Europa dell'Est, che però non conoscono la lingua italiana. «Spesso chiediamo di eseguire un lavoro e loro ne fanno un altro», lamentano alcuni viticoltori tra cui Franco Allegrini, «è necessario che conoscano la nostra lingua».

Il desiderio di utilizzare personale locale, cioè italiani che sono disoccupati da specializzare, è emerso chiaramente nel corso del tavolo, che il sindaco di Fumane Mirco Frapporti ha definito «interlocutorio». Del resto la formazione, che può arrivare anche a 200 ore, riguarda diversi settori: Lavoro & Società, ad esempio, ne sta portando avanti uno in questo periodo sulla riqualificazione professionale nei servizi di pulizia e manutenzione ordinaria.

«Secondo la normativa», aggiunge Daniele Accordini, direttore della Cantina Sociale di Negrar, «dovrebbero indossare i guanti antistrappo, il caschetto, gli occhiali, i pantaloni appositi lunghi anche nel periodo estivo col caldo, le scarpe anti infortuni, invece è difficile che lo facciano».

Il vantaggio di questi corsi di formazione, che filtrano e selezionano le persone adatte alla specializzazione, è quello di preparare personale, arrivando a un'assunzione definitiva o almeno continuativa. Si è parlato di flessibilità, in quanto le aziende hanno bisogno di personale che esegua la potatura delle viti, l'impianto di nuovi vigneti, la raccolta dell'uva e il lavoro in cantina, che sappia legare i rami e zappare ai piedi della vigna. Ma quasi tutte le aziende producono anche ciliegie e olio, quindi è richiesto personale che ci sappia fare con la potatura e la raccolta delle olive. Il lavoro quindi coprirebbe quasi tutto l'arco dell'anno. Si potrebbe partire in via sperimentale con una ventina di persone, che potrebbero essere assorbite a rotazione dalle aziende.

Ha dato la sua disponibilità anche Dario Spiazzi, consulente tecnico per gli agricoltori. Erano presenti anche Damiano Conati della Caritas Diocesana, Fernando Cottini e Giovanni Gozzo della Caritas parrocchiale di Fumane, che hanno raccontato la loro esperienza di inserimento nella comunità fumanese di quattro profughi.

Presente anche Enrica Savoia dello Studio Cesaro, che col Progetto Lavoro aveva eseguito una mappatura delle esigenze di chi cerca lavoro. «C'è ora la possibilità di aiutare a maturare competenze nuove», ha detto, «in funzione delle esigenze reali del territorio». «Raccogliendo le iscrizioni e facendo la selezione in base a criteri da concordare, secondo le esigenze delle aziende agricole interessate, si potrebbe far cominciare il corso tra un mese, poi col tirocinio e a giugno con la formazione vera e propria», ha proposto Tavella. G.G.

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