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12.07.2018

Scuola del marmo e imprese, legame sempre più stretto

L’inaugurazione di un nuovo macchinario alla scuola del marmo
L’inaugurazione di un nuovo macchinario alla scuola del marmo

Un duplice appuntamento ha concluso l’annata della scuola della formazione professionale salesiana del marmo di Sant’Ambrogio di Valpolicella che si rivolge ai giovani dai 14 ai 17 anni in possesso del diploma di scuola media inferiore. A Villa Brenzoni Bassani si è svolto il convegno «La formazione e l’industria 4.0 per competere nei mercati internazionali», organizzato in collaborazione col Verona Stone District-Distretto del Marmo e delle Pietre veronese ed il patrocinio del Comune di Sant’Ambrogio. I relatori tra cui don Carlo Beorchia direttore dell’istituto San Zeno di Verona da cui dipende il plesso ambrosiano, il direttore della scuola del marmo Francesco Zamboni, il presidente del Verona Stone District Filiberto Semenzin, il sindaco ambrosiano Roberto Zorzi, don Pietro Mellano direttore nazionale del Cnos-Fap ed Aldo Breoni della ditta Santa Margherita di Volargne hanno evidenziato l’imprescindibile legame tra la scuola del marmo ed il mondo delle imprese lapidee. Al termine, nel centro tecnologico della scuola, è stato inaugurato un macchinario per la lavorazione del marmo: il centro di controllo numerico Gmm Litox 38cn2 in presenza di Simone Guazzoni dell’omonima azienda di Verbano d’Ossola. «Il centro di controllo» evidenzia Fabio Grigoli «è stato installato nel polo tecnologico della scuola a servizio dei nostri allievi». Durante l’incontro è stato presentato il resoconto del progetto Erasmus+Earn che ha coinvolto la scuola attraverso collaborazioni con le scuole del marmo di Lubiana e Sezana in Slovenia, Brac in Croazia, la Camera di Commercio di Sezana, l’Unione Economica Regionale Slovena Sdgz di Trieste e il gruppo di eco-innovazione Cedra di Spalato. «Siamo soddisfatti dei progetti, che permettono di ampliare la nostra offerta formativa» sottolinea Grigoli. «Un elemento fondamentale» conclude il coordinatore «è l’immediata entrata nel mondo del lavoro dei nostri diplomati. Il 63 per cento degli studenti che, lo scorso giugno, ha terminato il triennio di qualifica, ha proseguito gli studi mentre il 70 per cento dei restanti, ha trovato subito lavoro». •

M.U.
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