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23.01.2019

Opera di don Fraccari Nasce un gemellaggio

L’Haus Pius XII a Berlino
L’Haus Pius XII a Berlino

Un gemellaggio tra il Comitato nato a Sant’Ambrogio di Valpolicella per mantenere viva la memoria di don Luigi Fraccari e il Consiglio della Casa Pio XII, fondata a Berlino dal sacerdote veronese nel 1949, e ora guidato da Michael Lencz. È questo il risultato di un viaggio sulle orme di don Fraccari, l’Angelo degli Internati, di Mirco Franceschetti, collaboratore dell’Arena, presidente del Comitato. «Il 24 gennaio», spiega il giornalista, «ricorrono i 110 anni della nascita di don Fraccari (Pazzon di Caprino 24 gennaio 1909-Caprino 24 gennaio 2000). Abbiamo visitato la casa di Berlino, l’Haus Pius XII, fondata dall’illustre sacerdote veronese don Luigi Fraccari nel 1949, con il determinante aiuto di Papa Pacelli. È ancora ben conservata e aperta al pubblico. Ora svolge una funzione sociale e caritatevole perché è diventata un centro di accoglienza per bambini svantaggiati. La casa era nata per accogliere anziani, ammalati e orfani italiani che non potevano far ritorno in patria. Ora la sede di Berlino si è adattata ai tempi e mantiene lo spirito del fondatore aprendosi a queste nuove emergenze sociali. C’è ancora il busto di marmo che raffigura il papa Pio XII, incastonato sulla parete dell’edificio a tre piani e protetto da un vetro. La direzione della Casa promuove pubblicazioni per far conoscere la figura di don Fraccari anche in Germania, dove è rimasto 35 anni fino al 1979, arrivato da Verona, in piena guerra, nel 1944. Il tempo nella Haus sembra essersi fermato». Fraccari, allora giovane curato a Sant’Eufemia, nel 1943, colpito dalle scene di un rastrellamento di soldati a Verona, chiese e ottenne dal vescovo il permesso di seguire quella che lui definì «una seconda vocazione sacerdotale»: l’assistenza ai soldati italiani prigionieri dei campi tedeschi, gli oltre 600mila deportati e internati nei lager. Arrivato nella sede della Croce Rossa di Vienna alla fine del ’43, don Fraccari trovò 60mila pacchi ancora da distribuire, indirizzati ai nostri deportati, e più di seimila notifiche di morte. Grazie al prefetto Vaccari, poté iniziare l’opera di distribuzione e di collegamento con gli internati che vivevano nei campi di prigionia in condizioni disperate. Spostatosi poi a Berlino, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, fu nominato parroco della collettività italiana, rimanendovi per 35 anni. Acquistò quattro ville per orfani e anziani, con i finanziamenti del Vaticano per venire incontro alle necessità di un dopoguerra doloroso e difficile. Conclude Franceschetti: «Con grande commozione ho visto che l’opera di don Fraccari continua e per questo proseguirà anche l’opera del Comitato ambrosiano, nato nel 2001, con quello berlinese per tenere viva la memoria dell’Angelo degli Internati. In aprile accoglieremo una delegazione della Casa Pio XII di Berlino per le manifestazioni dei 110 anni della nascita di don Fraccari e metteremo le basi per il gemellaggio». •

L.C.
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