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04.02.2018

Nuova tassa di soggiorno in nome di più turismo

Una veduta dall’alto di Sant’Ambrogio
Una veduta dall’alto di Sant’Ambrogio

Massimo Ugolini Anche Sant’Ambrogio di Valpolicella, dal 1° gennaio di quest’anno, ha introdotto l’imposta di soggiorno. L’importo varia tra 1 e 1,5 euro, a seconda della tipologia della struttura ospitante, secondo quanto stabilito dalla giunta comunale. In Consiglio comunale, invece, è stato approvato il regolamento dell’imposta, col voto favorevole della maggioranza, ex assessore Alberto Aldegheri e consigliere d’opposizione Marco Selmo (Libera Scelta); contrari Paola Sartori (Al Servizio dei Cittadini), Davide Padovani e Bianca Pellegrini (Idea Comune). «L’imposta di soggiorno», ha detto l’assessore a Bilancio e tributi Evita Zanotti, «è stata decisa, nell’ambito di tutti i Comuni della Valpolicella, per conferire maggiore visibilità turistica al nostro territorio. Sarà finalizzata alle spese promozionali come la partecipazione alle fiere di settore e la produzione di materiale cartaceo». Il consigliere Padovani, citando gli ultimi rapporti della Camera di Commercio, ha rilevato «la flessione delle presenze sul nostro territorio. Rispetto alle 14.046 presenze del 2015, quelle del 2016 sono state 13.988. A San Pietro in Cariano e Fumane sono invece aumentate». L’assessore Zanotti ha ribattuto: «Non disponiamo ancora dei dati definitivi ma pare che quelli del 2017 siano in aumento. Negli ultimi due anni, sul territorio hanno aperto otto nuove strutture. A San Giorgio, dopo il suo inserimento nei Borghi più Belli d’Italia, gli operatori hanno registrato un aumento di presenze. L’obiettivo è quello di proporre pacchetti turistici della Valpolicella ed un portale dedicato. Sta iniziando la formazione per tutte le strutture che vorranno diventare info point». L’assessore ai Servizi sociali Emily Riolfi ha aggiunto: «Lavoro con i turisti, abituati a versare l’imposta di soggiorno. Chi visita Sant’Ambrogio non è detto che soggiorni nel nostro Comune. Questa imposta è uno strumento sinergico con gli altri Comuni». Il vicesindaco Renzo Ambrosi ha rilevato come sul territorio ambrosiano «non vi sono strutture ricettive di particolare attrazione, presenti invece in zone limitrofe». L’ex assessore Aldegheri ha auspicato «che vi sia una maggiore collaborazione con gli altri Comuni». «È vero che non disponiamo di numerose strutture e che gli arrivi sono in calo ma questo è dovuto anche alla flessione del settore del marmo», ha incalzato il consigliere Selmo sul calcolo della quota a carico di Sant’Ambrogio per la promozione, condivisa con gli altri Comuni, finanziata dall’imposta di soggiorno, «sarebbe equo calcolare l’importo a carico di ogni Comune sulla base delle presenze e non di quote fisse». Il consigliere Paola Sartori ha osservato che «si potrebbe inserire un’esenzione per i lavoratori». «Sarebbe auspicabile», ha concluso il consigliere Bianca Pellegrini, «ascoltare le associazioni di categoria. Di per sé la proposta è positiva per dare uno slancio al territorio, anche se costituisce un’arma a doppio taglio, soprattutto per i problemi di controllo dei pagamenti». •

Massimo Ugolini
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