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10.08.2018

Fratelli d’Italia, cooperativa nel mirino

L’intervento di Maurizio Marrona, consigliere comunale a Torino e della Regione Piemonte
L’intervento di Maurizio Marrona, consigliere comunale a Torino e della Regione Piemonte

L’incontro delle sorprese. L’ aveva preannunciato il circolo della Valpolicella del partito Fratelli d’Italia nell’invitare i cittadini a partecipare a «Stop al business dell’immigrazione», serata pubblica svoltasi al bar Perbacco di Sant’Ambrogio di Valpolicella. In discussione l’arrivo, peraltro incerto, di «48 migranti tra Sant’Ambrogio e Marano, una ventina a Domegliara», ha esordito Alberto Aldegheri, coordinatore del circolo, consigliere comunale ambrosiano d’opposizione ed ex assessore. Davanti a una partecipata e interessata platea, l’avvocato torinese Maurizio Marrone, già consigliere comunale a Torino e regionale in Piemonte di An-Fratelli d’Italia, intervenuto con l’onorevole Ciro Maschio e i il consigliere regionale Sergio Berlato di Fratelli d’Italia, ha usato una metafora forte: «Il migrante? Un assegno che cammina con due mani e due gambe. I profughi», ha attaccato, «costituiscono una miniera d’ oro per cooperative come la Babel di Torino che gestirà i migranti a Sant’Ambrogio». Marrone ha affermato: «La Babel è stata costituita da alcuni dei dirigenti dell’associazione consorella Terra del fuoco, legate al mondo della sinistra radicale. La Terra del fuoco gestiva l’accoglienza dei Rom a Torino, business che ha preceduto quello dei migranti. I Rom venivano ammassati in alloggi, spesso soffitte». «I servizi sociali del Comune di Torino», ha incalzato l’avvocato, «hanno visitato quegli appartamenti, risultati in condizioni precarie e invivibili. Per questo i dirigenti di Terra del Fuoco, alcuni dei quali hanno poi costituito Babel, sono sotto inchiesta della Procura di Torino. Come consigliere comunale presentai un esposto avente a oggetto l’accoglienza dei nomadi, a cui seguì un altro mio esposto sui migranti. Fui perfino querelato ma la querela non ha avuto seguito». Sui 35 euro giornalieri per ciascun profugo, «solo pochi spiccioli sono assegnati ai migranti, la maggiore parte della quota è appannaggio delle cooperative che gestiscono quotidianamente l’accoglienza o presunta tale visto che, a Torino, venivano ammassati in appartamenti invivibili come raccontano le relazioni dei servizi sociali». E l’avvocato ha rincarato la dose: un business talmente redditizio, secondo lui, che ha ingolosito altri operatori sociali. «In Piemonte professionisti associati che seguivano i malati psichiatrici», ha affermato Marrone, «hanno deciso di partecipare ai bandi delle Prefetture perché la gestione giornaliera del malato psichiatrico è di 18,50 euro contro i 35 euro per il mantenimento quotidiano del migrante». Babel ha partecipato al bando della Prefettura di Verona: gestirà 48 migranti tra Sant’Ambrogio e Marano; la cooperativa Spazio Aperto di Bussolengo seguirà i 20 a Domegliara. Ma quando arriveranno? «Non vi sono accordi tra Prefettura e le due cooperative, pertanto arrivi sul nostro territorio al momento non ne sono previsti» ha affermato il sindaco Roberto Zorzi, invitato da Aldegheri ad intervenire, presente con il sindaco di Pastrengo Gianni Testi. «Si vocifera che alcune famiglie ambrosiane sarebbero disposte ad accogliere alcuni migranti», ha concluso Aldegheri, lanciando un monito: «Al momento non c’è nulla di concreto. Invito a non diffondere nomi inopinatamente, sarebbe diffamazione». Ma c’è sempre il rischio dei social, sui quali ormai ciascuno si sente autorizzato a dire la propria. Anche per sentito dire. •

Massimo Ugolini
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