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06.03.2018

Doccia fredda dal Consiglio: si differenzia ma la Tari cresce

Un operatore intento alla raccolta differenziata
Un operatore intento alla raccolta differenziata

Acceso botta e risposta tra maggioranza ed opposizione, nel Consiglio comunale di Sant’Ambrogio di Valpolicella durante l’approvazione delle tariffe per il 2018 della Tari, la tassa rifiuti, ed il relativo piano finanziario. Il provvedimento è stato approvato col voto favorevole della maggioranza, l’astensione dell’ex assessore Alberto Aldegheri, il voto contrario di Marco Selmo (Libera Scelta), Paola Sartori (Al Servizio dei Cittadini), Davide Padovani e Bianca Pellegrini (Idea Comune). «Dal piano emerge che per il 2018», ha illustrato l’assessore al Bilancio e ai tributi Evita Zanotti, «ci sono piccole variazioni sui costi complessivi. Rispetto ai 951mila euro del 2017, il costo è salito a 960mila euro. Il tributo deve essere integralmente coperto e quindi l’importo complessivo andrà riversato sulla Tari il cui costo, per le famiglie e le imprese, tiene conto della suddivisione tra costi fissi per il 41 per cento e spese variabili per il 59 per cento, utenze domestiche per il 70 per cento e non per il 30 per cento, superfici tassate e numero di occupanti di una casa». Critici i consiglieri Bianca Pellegrini e Davide Padovani di «Idea Comune». «Se lo scorso anno c’era stato un risparmio del 5 per cento, per il 2018 quel risparmio è praticamente sparito», è stata l’analisi degli esponenti d’opposizione. «I cittadini avrebbero dovuto essere premiati per lo sforzo compiuto nella raccolta differenziata che, tra l’altro, vede il nostro Comune ai vertici della separazione, e per il minore servizio offerto dall’amministrazione. Non nascondiamo la grande delusione per questo ulteriore aumento della tassazione». Secca la risposta dell’assessore Zanotti: «Nel piano finanziario, come prevede la legge, sono stati inseriti i rimborsi alle ditte che hanno smaltito autonomamente materiali riciclabili. Questo importo, da due anni, incide negativamente sul piano finanziario per i rifiuti e quindi poi sulla tariffa. Se i rimborsi non ci fossero stati, il costo complessivo sarebbe diminuito». Lapidario quindi il consigliere di «Libera Scelta», Marco Selmo: «Il costo della raccolta dei rifiuti aumenterà perché continuerà a salire quello relativo allo smaltimento del rifiuto secco in discarica. Oggi il costo si aggira sui 140 euro a tonnellata, in futuro saranno previsti ulteriori rincari. L’errore è stato compiuto dalla legge regionale in materia. Se da un lato nel disposto normativo è scritto che il rifiuto secco è considerato una risorsa trasformabile ad esempio in energia, dall’altro la stessa Regione afferma che non sarà più consentito utilizzare termovalorizzatori, impianti necessari per trasformare gli stessi rifiuti in energia». Paola Sartori, consigliere del gruppo «Al Servizio dei Cittadini», ha infine lanciato una proposta in Consiglio: «Sarebbe importante iniziare ad educare le persone alla raccolta dei rifiuti fin da piccoli, nelle scuole. Questi insegnamenti sul riciclo potrebbero creare un circolo virtuoso anche sui costi finali e futuri della raccolta di ogni tipo di rifiuto». •

Massimo Ugolini
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