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12.09.2018

Consorzio del Valpolicella, arriva il ministro Centinaio

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, senatore Gian Marco Centinaio, a Sant’Ambrogio. La visita si terrà venerdì 14 settembre alle 10: il ministro del governo Conte inaugurerà la sede del Consorzio tutela vini Valpolicella, ubicata nella storica villa Brenzoni Bassani. Si tratterà della prima visita ufficiale del ministro, spiegano dal consorzio Valpolicella, in un territorio vitivinicolo. Il senatore Centinaio illustrerà gli obiettivi ministeriali in tema di agricoltura e turismo; quindi ascolterà le istanze dei vertici del Consorzio, presieduto da Andrea Sartori e diretto da Olga Bussinello, in una delle aree vitivinicole più vocate d’Italia anche in termini economici. «Siamo onorati di ricevere a Sant’Ambrogio il ministro delle Politiche agricole» spiega il sindaco Roberto Zorzi «a maggiore ragione nell’ambito di questa prestigiosa inaugurazione della sede del Consorzio tutela vini Valpolicella. Lo spazio utilizzato dal consorzio, nella storica Villa, consiste nel piano terra della superficie di 121 metri quadrati, il primo piano per 54 metri e di un altro piano di 204 metri quadrati destinato al Museo del Vino che sarà gestito dalla stesso Consorzio. Il museo sarà inaugurato prossimamente. Un’altra parte della villa, posta al piano terra, è adibita a sede di Asmave, l’associazione marmisti veronesi. «Attraverso alcuni interventi svoltisi in questo ultimo decennio», conclude il sindaco Roberto Zorzi, «abbiamo riqualificato buona parte di villa Brenzoni Bassani con interventi mirati a tutela di questo straordinario patrimonio culturale, storico ed artistico per Sant’Ambrogio e la Valpolicella, famoso nel mondo per il vino e il marmo. Per questo motivo chiederemo al ministro di farsi portavoce col Governo per ottenere nuovi fondi al fine di ultimare la riqualificazione della villa». Il primo nucleo risale a metà del XIII secolo, rammenta l’assessore alla cultura e turismo del Comune ambrosiano Evita Zanotti: «Era una cosiddetta domus squazzapetre, una casa del cavatore o laboratorio. Qui lavorarono i maestri della pietra lombardi richiamati dai nostri marmi pregiati, che costruirono anche una chiesetta dedicata al loro patrono, Sant’Ambrogio». Dalla chiesa prese poi il nome il paese ambrosiano, oggi capoluogo comunale. Nel corso dei secoli il piccolo laboratorio fu trasformato in una dimora signorile. L’ultima ristrutturazione, voluta da Chiarastella Brenzoni, consegnò l’attuale edificio con parco e vigneti a seguito. La villa è stato un salotto letterario frequentato da poeti, scrittori, artisti. Il conte Brenzoni lasciò l’edificio al Comune di Verona con il vincolo che vi si creasse una scuola d’arte. Il comune di Sant’Ambrogio la riacquistò nel 1960 e, nel rispetto della volontà del Conte, continuò nella gestione della scuola d’arte, sodalizio che quest’anno ha compiuto 150 anni. «In questa villa e nel parco», conclude l’assessore Evita Zanotti, «ebbe inizio nel 1935 la Mostra del Marmo, che nel dopoguerra divenne la fiera internazionale del marmo più importante a livello mondiale». •

M.U.
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