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12.08.2017

Sagra centenaria di San Rocco
attorno al capitello del Seicento

Il capitello di San Rocco
Il capitello di San Rocco

Torna l’appuntamento dell’ estate ambrosiana con l’Antica sagra di San Rocco, la più longeva manifestazione che rievoca le tradizioni del Borgo che ruotano attorno alla devozione degli abitanti a San Rocco, al quale la comunità dedicò un pregevole capitello nel 1601.

La sagra ha riacquistato grande vigore negli ultimi tempi e anche quest’anno, con tanto sforzo e impegno, verranno proposte le tre sere di musica, a partire da lunedì 14, alle 21, con l’orchestra Susanna Pepe; il 15 suonerà il Duo Ornella e Luciano e, mercoledì 16, si esibirà Daniele con la sua fisarmonica. Ogni sera, dalle 19.30, apriranno gli stand enogastronomici, con le torte fatte in casa e l’anguria fresca che fa parte della tradizione della festa «quando el vecio Besi el le taià zo par tuti». «Ci saranno belle sorprese», spiegano dal comitato, «sia per quanto riguarda il menù e i gruppi musicali, tutti ambrosiani, nonché la mostra fotografica di Riccardo Cecchini che proporrà molte foto inedite del Borgo e di Sant’Ambrogio».

La sagra inizierà lunedì e finirà mercoledì, festa del santo di origini francesi che sarà celebrato con la messa al capitello di San Rocco, alle 20, e con il bacio della reliquia.

Il santo ausiliatore morì in Italia e le sue reliquie si trovano nella chiesa a lui dedicata a Venezia. Il primitivo agglomerato di via Aleardo Aleardi, oggi espansosi nella nuova zona residenziale del Borgo, costituiva, in tempi remoti, assieme a Corgnan, l’unico insediamento abitativo, prima che sorgesse il paese vero e proprio di Sant’Ambrogio, menzionato la prima volta in un documento del 1229. Il segno che più caratterizza il quartiere è il capitello, di pregevole fattura artistica, dedicato a San Rocco, inserito nel muro di cinta del complesso colonico della vecchia corte Ca’ Vezza, ora ristrutturata. L’architrave del manufatto reca la scritta del nome del committente o dell’esecutore, non ancora decifrato: «NA° AL° FE – A.D. MDCI» (anno del Signore 1601 ) e sovrastante questa, la data del 12 agosto 1923 con la scritta «Benedisse l’immagine Mons. Giordano Corsini, annettendovi giorni 40 di indulgenza».

Nel capitello si sono susseguite vari immagini del Santo. Fino ai primi decenni del ’900, la nicchia custodiva un affresco consunto del santo, poi sostituito da una statua in gesso voluta dagli abitanti del Borgo capeggiati da Ambrogio Selvi. In seguito, il simulacro fu trafugato e nel 1985 la nicchia ospitò un dipinto ad olio del pittore di Sega di Cavaion Amalio Accordini. Infine, il 16 agosto 1995 è stata posta, al posto del dipinto, una nuova statua in marmo dello scultore locale Giuseppe Cinetto, recentemente scomparso, che, con il suo stile inconfondibile, ha proposto in chiave moderna il Santo di Montpellier secono l’iconografia che lo caratterizza.M.F.

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