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08.01.2019

Una folla commossa per l’ultimo saluto al vicesindaco Benetti

La benedizione della salma di Claudio Benetti   FOTO AMATO
La benedizione della salma di Claudio Benetti FOTO AMATO

San Pietro in Cariano e la Valpolicella hanno portato l’ultimo saluto a Benetti. È una folla muta, che la parrocchiale del paese non è riuscita a contenere, quella che ieri mattina ha partecipato ai funerali di Claudio Benetti, già vicesindaco del Comune carianese, professionista disponibile e geniale. Una folla di concittadini, di ex amministratori, di rappresentanti della politica di ieri e di oggi e del mondo imprenditoriale valpolicellese che ha voluto così significare la sua sentita partecipazione alla famiglia affranta. In chiesa anche una rappresentanza del gruppo di Protezione civile carianese, che Benetti ha contribuito a costituire. Il parroco, don Giuliano Zanini, lo ha ricordato come «Un uomo attento agli altri, che si è donato al suo comune con onestà. Con o stesso impegno ha svolto il suo compito a vantaggio del nostro paese». «È un cammino, il suo, fatto di onestà, di bontà d’animo, di generosità nei confronti di tutti: anche della parrocchia. Tutto questo gli ha premesso di presentarsi a Dio con le mani piene di opere buone». Sono tanti quelli che hanno testimoniato pubblicamente la generosità e la disponibilità dell’uomo e del professionista. I collaboratori del suo studio di ingegneria: «Claudio era una persona straordinaria, dinamico: veloce nell’intuire, nel risolvere e pure nel bere il caffé. Era una persona eclettica, un punto di riferimento per gli altri. L’unico a cui rivolgersi quando c’era un problema da risolvere». Benetti si è spento a casa, la mattina di venerdì 4 gennaio, dopo avere coraggiosamente combattuto contro una malattia che lo debilitava da tempo. I figli: «Papà è la persona più umana che abbiamo conosciuto. Ha fatto tanto bene senza chiedere nulla. Per questo vogliamo oggi ringraziare tutti quelli che in questo difficile periodo gli sono stati vicini». Il fratello Pier Vittorio ha esortato i presenti a non abbandonarsi alla tristezza. «Sono convinto che ora Claudio stia meglio», ha aggiunto, «e questo deve essere un giorno di festa». Pier Vittorio ha poi letto la lettera scritta a Claudio da un amico: «Ci portiamo nel cuore la tua vivacità, il tuo acume, la tua umile e straordinaria intelligenza. Eri il gigante buono che sapeva stare con la gente e per la gente. Impeccabile professionista, integerrimo amministratore, esempio di bontà e generosità per tutti. Ci mancherai Claudio, porteremo con noi la tua spensieratezza, i tuoi sorrisi, i tuoi pensieri, le parole che pesano, le confidenze dei momenti bui. Ma anche le lacrime di chi, con coraggio, ha saputo soffrire».

Gianfranco Riolfi
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