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13.04.2017

Si è spento Lonardi
realizzò la stella cometa

La stella cometa progettata da Olivieri venne realizzata nel 1984 nelle carpenterie  di San FlorianoIl monumento al Milite ignoto costruito a Baghdad dalla Lonardi in una foto al tempo del cantiereGuido Lonardi
La stella cometa progettata da Olivieri venne realizzata nel 1984 nelle carpenterie di San FlorianoIl monumento al Milite ignoto costruito a Baghdad dalla Lonardi in una foto al tempo del cantiereGuido Lonardi

È morto l’imprenditore che ha fatto scendere la cometa in piazza Bra. Si sono svolti ieri pomeriggio, nella pieve romanica di San Floriano, i funerali dell’ingegnere Guido Lonardi, Cavaliere del Lavoro Europeo, che si è spento nella notte tra lunedì e martedì, a 94 anni, nella sua casa di San Floriano.

Alla cerimonia ha partecipato una folla commossa di compaesani, conoscenti e rappresentanti dell’imprenditoria locale, di cui l’ingegnere è stato il più importante rappresentante. Dopo avere abbracciato simbolicamente tutte le persone che sono state vicine alla famiglia in questi giorni, nel corso del rito funebre il figlio Andrea si è rivolto agli ex lavoratori della carpenteria. «Un particolare ringraziamento va agli ex dipendenti della Lonardi. Negli ultimi anni in varie occasioni abbiamo sentito e letto di area ex Lonardi. In questi giorni, attraverso i pensieri e i racconti degli ex dipendenti, abbiamo percepito due sensazioni che con la preposizione ex non hanno nulla a che fare: il senso di appartenenza, ossia quella sicurezza condivisa di aver lavorato in una storica azienda veronese, e l’orgoglio di esserci stato e di aver contribuito con il proprio lavoro a costruire un’ azienda e soprattutto delle opere tuttora presenti nel mondo». Quella della Lonardi è la storia di un successo planetario. Nel primo dopoguerra, con il fratello Duilio, Guido Lonardi trasformò la piccola officina di papà Silvio nella carpenteria meccanica che fino alla fine degli anni ’90 dello scorso secolo ha portato nel mondo la genialità nostrana. Quella genialità che i due fratelli, figli di terra contadina ma pionieri della vocazione industriale veronese, hanno poi mostrato al mondo.

Dalle americhe al lontano oriente, non c’è continente in cui non abbiano lasciato il segno. La carpenteria di San Floriano, infatti, ha realizzato grandi opere in ogni angolo della terra: per la Kawasaki in Giappone o per la Fiat in Brasile, centri commerciali a Riyad, in Arabia Saudita e ad Alessandria d’Egitto, o il monumento al milite ignoto di Bagdad, creando occupazione e reddito in Valpolicella per centinaia di famiglie.

La Lonardi è stata la seconda carpenteria italiana per fatturato e la prima per produttività e portafoglio ordini. «Sono uno a cui piace vivere anche di ricordi», diceva Guido a 90 anni suonati, «ma il mio cervello è un computer sempre attivo, giorno e notte. Non mi piace parlare del passato, del nostro successo internazionale o degli incontri con i potenti del mondo. Quello che mi piace pensare è che la nostra azienda ha lasciato un segno e che per quasi mezzo secolo ha dato lavoro a 260 persone di San Pietro e dintorni».

L’opera alla quale l’imprenditore filantropo era più legato è sicuramente la stella cometa che illumina piazza Bra nel periodo natalizio, diventata ormai un simbolo di Verona. L’enorme scultura in acciaio, progettata dall’architetto Rinaldo Olivieri, è stata realizzata nel 1984 proprio nelle carpenterie metalliche di San Floriano e donata al Comune di Verona. Guido Lonardi sapeva pensare in grande, ma anche al suo piccolo paese. Oltre a partecipare alle attività della sua comunità, nel 2010 ha donato 1.500 volumi per la biblioteca parrocchiale. Tra gli anni ’70 e ’80 del 1900, quando la zona e i suoi vini non erano ancora conosciuti a livello internazionale, Lonardi è stato tra i fondatori del Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto, primo ed efficace strumento di promozione del territorio valpolicellese.

Gianfranco Riolfi
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