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12.09.2018

La Lega all’attacco «Dopo il disastro interventi in ritardo»

A una settimana dal disastro che ha colpito una parte della Valpolicella - la zona della valle di Negrar e parte di quella a ridosso della Masua tra San Floriano e Pedemonte -, il gruppo Lega di San Pietro in Cariano vuole sottolineare alcuni punti in risposta alle dichiarazioni del sindaco Giorgio Accordini. «Rimaniamo attoniti di fronte alla totale mancanza di assunzione di responsabilità da parte di questa amministrazione», afferma per la Lega, l'attivista Alexandro Todeschini. «Lascia perplessi il fatto che tutta l'edificazione sul territorio tra Pedemonte e San Floriano sia stata fatta su una falda a pochi metri sotto il terreno, indicata come criticità su più Pat (piano di assetto territoriale) nei vari decenni. A San Floriano esistono tre progni che attraversano il territorio e che, di questi, due spariscono nei campi e in tubazioni insufficienti. Manca è la prevenzione, che non dovrebbe riferirsi alla mera pulizia degli alvei». All'incrocio semaforico di Pedemonte, verso le sei del pomeriggio dell’1 settembre, fiumi di fango e detriti rendevano difficoltosa la circolazione e lunghe code impedivano la rapida azione della Protezione civile, non si è vista una gestione dell’emergenza. Encomiabile invece il pronto intervento delle forze dell'ordine, dei vigili del fuoco e della stessa Protezione civile. «Abbiamo dovuto aspettare il 5 settembre per vedere dei numeri telefonici dedicati alle emergenze sul sito del comune di San Pietro, molti cittadini sono rimasti senza aiuti. Al contrario, il comune di Negrar, si è attivato fin dal 2 settembre. La realtà ci ha mostrato che non siamo pronti ad affrontare le situazioni di pericolosità», continua Todeschini. «Da più di un anno, dopo la presentazione e approvazione del PAT, stiamo lavorando sulle problematiche del territorio: traffico, assetto idrogeologico, sicurezza... Non affrontiamo qui il traffico, ma è un problema che deriva anche dai nostri vicini: come mai nessuno si è mai interessato in questi anni ai flussi di traffico che l'ospedale di Negrar in continua espansione, o delle cantine vinicole in forte crescita, portano? Perché non c’è una visione del futuro del territorio? Non c'è più tempo per la vecchia politica né per i vecchi modi: è tempo di evolversi». •

G.G.
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