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12.07.2017

Il territorio
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Una veduta del territorio di San Pietro in Cariano
Una veduta del territorio di San Pietro in Cariano

Riunione dei capigruppo, presentazione alla popolazione e passaggio in Consiglio comunale, l’altro giorno: il Pat, il Piano di Assetto del Territorio di San Pietro in Cariano, è stato approvato nel giro di neanche una settimana. Dopo lunga e penosa «malattia», verrebbe da dire, visto che il documento preliminare, presentato nel 2009, ripreso dalla scorsa amministrazione guidata da Gabriele Maestrelli, è rimasto fermo per cinque anni. È stato dunque ripreso dall’attuale amministrazione di Giorgio Accordini. «Non c’è stato il tempo materiale per leggere attentamente e analizzare il documento più importante dell’amministrazione», lamentano però le minoranze comunali.

Documento composto da molte pagine, che richiede ora attento studio e che resterà depositato fino al 25 luglio ma poi ci saranno altri trenta giorni per presentare le osservazioni le quali verranno vagliate dagli uffici comunali per passare poi in Provincia.

Si tratta di un Pat «conservativo, che non prevede cioé consumo di territorio e non lascia spazio a nuove lottizzazioni», ha spiegato il sindaco Giorgio Accordini, che ha sottolineato il carattere di urgenza del documento. «Siamo stati costretti a portarlo in Consiglio comunale per l’approvazione ed evitare così di vanificare il lavoro di tanti anni, con gravi costi aggiuntivi», dice il primo cittadino. «Avremmo dovuto rifare tutto da capo. Dopo due anni, praticamente un Pat è da rifare, per quanto riguarda gli studi di tipo geologico, perché vengono superati e non sono più validi. Il Pat è praticamente una cornice di massima, una prospettiva progettuale, dove poi si inserirà, in dettagio, il Piano degli Interventi».

Nel Pat sono previste zone di espansione per attività commerciali e la creazione di nuovi posti di lavoro nella Statale del Brennero ad esempio; per quanto riguarda il residenziale, gli spazi sono ridotti al minimo, previsto un ampliamento solo dell’1 per cento all’anno, calcolando l’aumento dei nuclei familiari, e si ottiene solo col credito edilizio. Per il sindaco Accordini si tratta di un «Pat virtuoso». «L’intenzione era quella di presentarlo a luglio, invece si è dovuto accelerare», commenta Renzo Speri della lista «Valpolicella Bene Comune», «quindi non ci sarebbero stati comunque i tempi per analizzarlo. È auspicabile che ora le minoranze presentino delle osservazioni, proponendo piccole variazioni per togliere aree mai urbanizzate e ferme da anni».

«Come minoranze non siamo state interpellate, nonostante ci sia un delegato per mantenere i contatti con noi», lamenta Enrico Adami di «Cittadini per San Pietro», di recente succeduto a Carlo Battistella, «tra l’altro, in Consiglio comunale, mancavano diversi consiglieri e il Pat è passato con nove sì e tre astenuti, proprio per non averlo potuto consultare. Ora ci saranno degli incontri per studiarlo attentamente con alcuni tecnici. Nel Piano sono state previste 500 nuove famiglie circa, nell’arco di dieci anni, considerando lo spazio per nuove costruzioni. Ma bisogna ricordare che San Pietro in Cariano è un comune in decrescita e si parla di 180mila metri quadri convertibili da agricoli in edificabili».

Giancarla Gallo
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