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12.12.2017

Il limbo dello Iat apre l’incognita sul futuro turistico

Giorgio ZamboniLa sede della Pro loco a San Pietro in Cariano
Giorgio ZamboniLa sede della Pro loco a San Pietro in Cariano

Giancarla Gallo Chi farà promozione del territorio se l’ufficio di accoglienza turistica chiuderà? È la domanda che si pongono gli operatori del settore della Valpolicella. Lo Iat, infatti, continuerà la sua attività fino a maggio, quando giungerà a scadenza la convenzione. «Dopo i Comuni della Valpolicella che contribuiscono finanziariamente in proporzione al numero di abitanti, decideranno se dare continuità oppure no». A parlare è Giorgio Zamboni, vicepresidente regionale Unpli, l’Unione delle Pro loco, responsabile del servizio civile regionale e presidente della Pro loco di San Pietro e del Consorzio delle Pro loco. «Allo Iat accogliamo il turista, promuoviamo attività, gestiamo il sito www.valpolicellaweb.it e il portale con tutte le manifestazioni che confluisce in quello della provincia e, a sua volta, in quello della Regione, e, da qualche anno, abbiamo la gestione anche del maxi schermo sulla provinciale» continua Zamboni. Lo Iat ha due dipendenti part time e tre volontari di servizio civile. La situazione di precarietà dello Iat della Valpolicella è simile a quella di molti altri della provincia. La convenzione era stata stipulata nel 2002 e comprende oltre ai cinque Comuni storici valpolicellesi, anche Pescantina, Dolcè e Sant’Anna d’Alfaedo; mentre il Consorzio delle Pro Loco è stato costituito nel 2000 e tutte e due le istituzioni, insieme alla Pro loco di San Pietro in Cariano, hanno sede nello stabile dato dal Comune in convenzione. Da un anno e mezzo lo stabile è occupato anche dalla Strada del Vino, che a breve dovrebbe trasferirsi a villa Brenzoni di Sant’Ambrogio, che, dopo il restauro, ospiterà anche il Consorzio tutela vini Valpolicella. Insomma è in atto una piccola rivoluzione nel campo del turismo. E occorrerà pensare anche alla promozione e all’accoglienza dei turisti. Tra le soluzioni, si pensa all’istituzione di Info point nelle strutture ricettive, come ad esempio i ristoranti, attrezzati con depliant, materiale infomrativo cartaceo e anche con supporti digitali collegati al wifi. Ma questo tipo di strutture sono aperte in orario di lavoro e sorge il dubbio che poi ci sia qualcuno che abbia tempo per accogliere il turista e spiegargli cosa andare a vedere in Valpolicella, quali tipicità scoprire e quali eventi siano in corso. È un tema su cui si rifletterà nei prossimi mesi. Intanto oggi, a villa Brenzoni, si terrà un incontro (articolo a fianco) organizzato dalla Strada del Vino per illustrare un corso di formazione per operatori locali in grado di presentare ai turisti luoghi di interesse artistico, culturale e paesaggistico. •

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