CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

17.01.2017

Genitori e scuola
in rete per vincere
il cyberbullismo

Sexting (condivisione di immagini erotiche), flaming (battaglie con insulti, adescamenti) cyberbashing sono alcune delle azioni violente che definiscono il bullismo in rete, cioè il cyberbullismo. Se ne è parlato al primo incontro del progetto «Dal cellulare allo smartphone. Generazioni in bilico tra on-line e on-life» organizzato da Iusve (Istituto salesiano universitario Verona-Venezia) e Ufficio scolastico scaligero con la diocesi di Verona. Durante la serata, in collaborazione con il Comune di San Pietro in Cariano, Giuliana Guadagnini, responsabile Punto ascolto per la prevenzione del disagio scolastico, ha spiegato che nessuna scuola può ritenersi al sicuro, alla luce delle 397 segnalazioni sulle 481 giunte lo scorso anno scolastico. «A scuola i ragazzi si confrontano», ha detto la psicologa, «il cyberbullismo li perseguita in ogni momento, 45 i casi di fobia scolastica recuperati, 21 le segnalazioni di hikikomori, cioè di dipendenza quasi totale da Internet e ritiro dalla vita sociale». «A fronte di uno smartphone regalato in tenera età, ragazzi e insegnanti devono fare rete perché sia utilizzato in modo corretto», ha detto don Giovanni Fasoli, docente di cyber-psicologia alla Iusve, «atteggiamenti e comportamenti etici devono però essere condivisi in famiglia». I cyberbulli rischiano con i genitori denunce per diffamazione e molestie. «I casi sono in aumento», ha detto l’avvocato Roberta Quintarelli, «molti ragazzi non si rendono conto dei reati che commettono. Una legge è in discussione, intanto si fa riferimento al codice penale e civile».

«Riceviamo segnali di allerta sul cyberbullismo dal Ministero», ha detto Annamaria Cottarelli, dirigente del comprensivo di San Pietro, «contiamo su uno psicopedagogo e pensiamo di integrare la formazione dei docenti». «Diffonderemo a breve un manuale di buone prassi», ha anticipato Giuliana Guadagnini. Consigli ai genitori: «Chiedere ai ragazzi come usano i cellulari; condividere con loro momenti di svago o vacanza; più che diventare amici o avvocati anche in situazioni limite, fare rete con la scuola e gli altri genitori».M.S.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Il progetto del traforo è stato ridotto (niente camion e una sola canna). Tu cosa faresti?
Facciamo il traforo corto
ok