CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

30.04.2017

Corbellari chiude
Cent’anni di legno
lavorato con arte

Il cantiere della demolizione, ormai quasi terminata, della falegnameria Corbellari
Il cantiere della demolizione, ormai quasi terminata, della falegnameria Corbellari

Il centro di Pedemonte sta per cambiare volto. Dopo oltre cento anni, la falegnameria Corbellari ha cessato di esistere e lascia lo spazio, di fronte a piazza San Rocco, ad un ampio complesso residenziale e commerciale. Già conclusa la demolizione dei capannoni, è partito il cantiere per costruire 11 appartamenti e quattro negozi, che saranno corredati, all’esterno, da una piazzetta con aiuole, panchine e fontanella, formando la nuova «Corte San Rocco». I lavori dureranno circa due anni.

Ma ad andarsene, insieme alla falegnameria Corbellari, è un pezzo della storia del paese. L’attività si trovava lì, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, dal dopoguerra, quando non esisteva la strada provinciale e il latifondo della contessa Boccoli non si era ancora trasformato in lotti da edificare. Allora la vicina scuola elementare si trovava in un luogo diverso, all’angolo tra via Bolla e via Fontana, e piazza San Rocco era lambita dalla linea del trenino Verona-Caprino. Ancor prima, all’inizio del Novecento, l’antica falegnameria aveva avuto il suo iniziale insediamento nel nucleo vecchio di Pedemonte, in via della Contea.

Tre generazioni di artigiani, un’unica passione per la lavorazione del legno: dal mobilio di pregio su misura, soprattutto cucine e camere da letto, agli allestimenti di design per importanti negozi del centro città: quello storico di abbigliamento Tadini e Verza, la cappelleria Meroni, la confetteria Dolomiti di via Cappello, la pellicceria Castelli, la farmacia Coghi di Borgo Trento, in via IV Novembre, e perfino il cinema Rivoli.

Fino alla fine, però, la specialità dei Corbellari è stata la costruzione di arredamento sacro per chiese e cappelle di istituti religiosi, quali le Piccole suore della Sacra Famiglia, le Sorelle della Misericordia e le Pie madri della Nigrizia. A «firma» Corbellari, per esempio, sono l’altare, i banchi, le teche e il controsoffitto in legno della cappella dedicata al beato don Carlo Steeb, in Valverde. Come pure, a Castelletto di Brenzone, i Corbellari hanno rifinito in noce nazionale la cappella delle Piccole suore della Sacra Famiglia. Sempre per gli istituti religiosi altri lavori sono stati realizzati fuori Verona: a Milano, Roma, Sondrio.

Il fondatore della falegnameria, Luigi Corbellari, morto nel 1951, passò il testimone a due dei suoi 11 figli: Carlo e Guido. Scomparso quest’ultimo, nel 1978, fu quindi Carlo (1915 – 2002) a condurre e a far crescere ulteriormente l’attività, poi ereditata da suo figlio Claudio, classe 1950.

E proprio Claudio, che nei giorni scorsi ha assistito all’abbattimento dei capannoni dove ha lavorato da ragazzo fino alla pensione, ammette: «Tocca a me chiudere i battenti dopo un secolo di attività: mi fa un certo effetto. Ma ne abbiamo parlato a lungo in famiglia, arrivando a questa conclusione».

Vari i motivi della decisione. Suo figlio Andrea, 28 anni, ha già imboccato un’altra strada professionale nel settore immobiliare. Infatti, è lui ad occuparsi del cantiere edile nell’ex area artigianale, ora sgombra dalle macerie della falegnameria. E anche se avesse voluto seguire le orme di padre, nonno e bisnonno, Andrea avrebbe dovuto scontrarsi con «la diminuzione del lavoro», spiega lui stesso. «Oggi la gente compra mobili prodotti in scala industriale, di minore pregio ma più a buon mercato».

Calate pure le commesse degli istituti religiosi. «In più c’è la grande difficoltà a trovare manodopera specializzata», aggiunge Claudio. «Dei dieci operai di un tempo, ormai il nostro personale era ridotto a tre pensionati. Servono maestria e sensibilità per lavorare il legno, che è un materiale vivo. Bisogna conoscere la durezza di ogni essenza, i segreti del taglio a seconda della luna, la stagionatura. Al termine di un lavoro, magari rifinito a mano, restava la soddisfazione di aver fatto un lavoro perfetto».

Ma, bando alla nostalgia, ora inizia un’altra storia. «Siamo intenzionati a fare un’ottima riqualificazione», dice Andrea, riferendosi alla nuova costruzione. «Anche noi abitiamo qui».

Lorenza Costantino
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1