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06.09.2018

C’è la paratia, l’acqua esonda e allaga la via. Il caso in Procura

Strada Fiorani nei giorni di maltempo è stata sommersa dall’acqua che si è poi riversata in garage e cantine delle  cinque palazzine già abitate e un’altra in costruzioneLa paratia «incriminata» che ha impedito il deflusso delle acque
Strada Fiorani nei giorni di maltempo è stata sommersa dall’acqua che si è poi riversata in garage e cantine delle cinque palazzine già abitate e un’altra in costruzioneLa paratia «incriminata» che ha impedito il deflusso delle acque

Scrivere che i residenti di strada Fiorani a San Floriano sono inviperiti, appare un eufemismo. Sono veramente arrabbiati per i disagi subiti dall’acquazzone dell’ultimo fine settimana che ha fatto arrivare nei loro garage e cantine un’imponente massa d’acqua, danneggiando un po’ di tutto dal compressore, alle biciclette a sedie, giocattoli per finire ai muri e alle basculanti nei ricoveri delle auto. E così ieri la loro rabbia si è materializzata in una querela depositata in Procura dall’avvocato Felix Amato per conto di una quindicina di residenti. «In realtà», fanno sapere dallo studio legale «i denuncianti sono molti di più ma abbiamo preferito stringere coi tempi perché le indagini partissero il prima possibile». E, infatti, nella querela depositata ieri in procura si parla senza tanti giri di parole di «urgenza» nello svolgimento dell’inchiesta. La denuncia è per il momento contro ignoti ma sul banco degli imputati è già salita una paratia in metallo di un metro di larghezza posizionata davanti ad un pozzetto del corso d’acqua. C’è il mistero, infatti, su chi ha sistemato quella barriera in metallo in un punto cruciale del canale. Già perché quella barriera ha bloccato l’acqua del progno proveniente da Valgatara e destinata a proseguire verso la Provinciale 4 che lì prende il nome di via Don Cesare Biasi. C’è stata, quindi, l’esondazione che ha interessato i garage e le cantine delle cinque palazzine a due piani che si affacciano su strada Fiorani. L’acqua ha distrutto tutto il materiale custodito nei garage anche se il conteggio dei danni non è ancora completato. Una prima parziale stima parla di centomila euro. C’è un’altra casa ancora in costruzione, interessata dall’allagamento che ha distrutto anche le porte, riporta la denuncia. Nella querela, poi vengono evidenziati i pericoli corsi dai residenti: «Se una persona si fosse trovata nei garage o nelle cantine in quel momento», sarebbe stata certamente travolta» con chissà quali conseguenze. I denuncianti poi segnalano la presenza di molti bimbi, dediti a giocare nei cortili interessati dagli allagamenti di sabato e domenica. Il legale, poi, ipotizza una serie di reati commessi da persone che fino a ieri non avevano un nome. Si parte dall’accusa di danneggiamento seguito da inondazione con una pena prevista dai tre ai dieci anni al disastro ambientale. Nella querela poi si ipotizza anche il disastro colposo. In base a questa ipotesi, i denuncianti ritengono necessaria la valutazione da parte degli investigatori della condotta dei pubblici amministratori. Toccava a loro, infatti, il controllo del canale di scolo e, quindi, i residenti chiedono l’individuazione prima e l’accertamento poi delle eventuali responsabilità degli enti deputati ai controlli dei corsi d’acqua. E tra i denuncianti c’è qualcuno che non esclude anche il dolo di chi era interessato a non accogliere le acque del progno nelle zone a sud rispetto a strada Fiorani. Ora, però, tocca al pm, fare piena luce su chi ha sistemato quella «placca» in metallo che così tanti disagi ha provocato ai residenti di San Floriano. •

Giampaolo Chavan
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