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27.08.2018

A cena per l’orto dei bambini creato in Gambia

Il grande orto coltivato a Ballangar, piccolo villaggio in Gambia
Il grande orto coltivato a Ballangar, piccolo villaggio in Gambia

Altro che matrimonio di Fedez e Chiara Ferragni evento dell’anno. Altro che party dei vip. Meglio l’Apericena di beneficenza con raccolta fondi per l’Africa organizzata a Pedemonte, in un’abitazione in mezzo ai vigneti, per sabato prossimo: lo garantisce Malvina Begalli, 26 anni, volontaria del progetto nutrizionale Energia dalla Terra messo in piedi in Gambia dalle associazioni Energia per i diritti umani onlus (Roma) e People for change (Londra). Il 1° settembre, a partire dalle 19.30, si potrà cenare con gnocchi di malga, salumi, dolci, vino e birra al prezzo di 10 euro oppure con offerta libera, assaggiare le produzioni artigianali di Birra della Valpolicella, ascoltare la musica della band Etruschi from Lakota. E soprattutto si potrà dare il proprio contributo a Energia della Terra che provvede a garantire una nutrizione sana a circa 450 bambini delle scuole materne ed elementari di Ballangar, piccolo villaggio in Gambia. «Siamo partiti dando da mangiare a 70 bambini della materna, poi ci siamo allargati anche alle elementari che si trovano a fianco», spiega Begalli. «I bambini ricevono dalla scuola riso e olio di palma, noi diamo il resto», continua la volontaria di Pedemonte che tre anni fa è stata in missione con il padre Daniele, agricoltore, per gettare le basi di un orto grande circa un ettaro. «Nel 2015 io e papà abbiamo portato attrezzi e tenuto corsi su come si coltiva. Con il tempo, poi, sono stati comprati e messi in funzione una pompa per prelevare facilmente acqua dal pozzo e una tanica rialzata per ottenere la pressione necessaria a dare da bere alle piante dell’orto». Dopo vegetali e frutta sono arrivati gli animali. «Nel 2016, sempre con i soldi delle donazioni, abbiamo costruito un pollaio per aumentare le proteine nella dieta dei bambini. Il progetto si basa oggi su tre lavoratori per l’orto e due per il pollaio». Il prossimo step, annuncia la giovane valpolicellese, dottoranda in Nutrizione all’università di Loughborough (Regno Unito), «sarà provare l’ aeroponics, uno speciale tipo di coltivazione, per diminuire la necessità e l’uso di acqua e produrre di più». Il progetto nutrizionale, insomma, sta andando a gonfie vele. Ma ha sempre bisogno di aiuto. Quello di volontari che sostengano la popolazione locale nel percorso o di esperti agrari che diano consigli e supporto tecnico. Ha bisogno di attrezzature per l’orto (zappe, vanghe, falci...) e di aiuti economici per sementi, recinzioni, serbatoi d’ acqua. «Negli anni la situazione sta migliorando, passo dopo passo, e non abbiamo mai avuto grossi problemi se non quello di reperire i soldi necessari a pagare semi, attrezzi, lavoratori locali», sottolinea Begalli. Da qui l’organizzazione di eventi come quello di sabato prossimo, in Valpolicella, utili a procurare quanto serve per proseguire con il progetto. Chi vuole contribuire può partecipare all’Apericena prenotando il proprio posto al 333.4433314. «Ai nostri bambini in Gambia vogliamo garantire educazione, salute e una nutrizione sana, ossia diritti primari per l’infanzia», conclude la volontaria di Pedemonte. «Ognuno di noi può fare molto, sia da casa sia partecipando a qualche missione, aperta a chiunque voglia fare questa esperienza». La prossima per il Gambia, destinazione Ballangar, partirà il 25 ottobre e durerà tre settimane. Altro che Ferragnez. •

Camilla Madinelli
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