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17.02.2017

Proposta: «Il Bosco Divino»
sul colle di Castel San Pietro

Parte dalla Valpolicella, dall' associazione Arte Entropia Zero con sede a San Pietro in Cariano, la proposta di trasferire nel colle di Castel San Pietro a Verona l'evento «Il Bosco Divino», fermo da qualche anno per mancanza di spazi. «Il colle che sarà pronto tra un anno è molto grande, quindi si presta a più utilizzi. Il percorso esterno, partendo dal basso, potrebbe ospitare installazioni, opere d'arte moderne che possono stare all'aperto e sculture ispirate ai tre Canti della Divina Commedia», spiega l'artista Moreno Danzi, presidente di Arte Entropia Zero, che ha avuto l'idea. «In una saletta interna potrebbe trovare posto un centro di Studi dantesco, sulla falsariga di quelli attivi in tutto il mondo: ce ne sono almeno cinquecento».

Verona, infatti, insieme con Firenze e Ravenna, può benissimo fregiarsi di essere una città dantesca. «Si potrebbero mantenere i collegamenti culturali con queste due città, creare convegni e una sorta di museo, con libri e gadget. Ovviamente ci sarà una commissione che seleziona quali opere devono essere posizionate in una mostra permanente».

Il Bosco Divino nasce nel 2009 (una prima edizione nel 2008 si chiamava Sentieri dell'Arte) a Gargagnago di Sant'Ambrogio, sfruttando il sentiero che sale fino a San Giorgio Ingannapoltron: le opere d'arte realizzate da diversi scultori e artisti con diverse tecniche e materiali, rappresentavano le pene dell'Inferno nella parte più in basso dal «Lasciate ogni speranza o voi che entrate», per proseguire con il luogo di pentimento ed espiazione del Purgatorio fino alla conquista della luce divina del Paradiso.

La manifestazione, della durata di una settimana complessivamente tra spettacoli ed intrattenimenti a carattere gastronomico e culturale, con reading e rappresentazioni teatrali, musica e danze, si è poi spostata nelle varie edizioni a Castelrotto, poi a Villa Scopoli ad Avesa e a San Giorgio Ingannapoltron per un totale di sette edizioni.

In queste occasioni sono state esposte e vendute bottiglie di Valpolicella doc, Amarone e Recioto con etichette artistiche ispirate alla Divina Commedia.

Di grande fascino e originalità il Bosco Divino, che ha visto la partecipazione di nomi importanti come Giulio Brogi che ha recitato brani da Dante ed artisti veronesi come Mancino, per citarne solo uno, ogni anno ha richiamato un folto pubblico di appassionati di arte, ambiente e prodotti vinicoli.

UN EVENTO incentrato sulla figura di Dante, che trascorse a Verona alcuni anni del suo esilio e il cui figlio Pietro, rimasto in Valpolicella dopo la morte del poeta, acquistò nel 1353 la Possessione Casal dei Ronchi a Gargagnago, nel cuore della Valpolicella storica, una grande tenuta di 120 ettari ancora oggi coltivati a vite, che sono di proprietà dei conti Serego Alighieri, discendenti diretti di Dante.

«Ad ogni edizione», conclude Danzi, «erano presenti centinaia di artisti, tra arti visive, danze, coreografie, poeti ecc con un afflusso di migliaia di visitatori e riprese nei media più importanti. Le bottiglie con le etichette artistiche sono state presentate anche al Vinitaly. Per questo è importante che la manifestazione non muoia, ma trovi una collocazione definitiva e stabile».

Giancarla Gallo
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