CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

07.09.2018

«Un sisma farebbe crollare il ponte»

Il ponte è trafficatissimo tutti i giorni   FOTO PECORAIl ponte che collega Settimo con San Vito
Il ponte è trafficatissimo tutti i giorni FOTO PECORAIl ponte che collega Settimo con San Vito

«Questa struttura non resisterebbe a una scossa di terremoto». Non usa giri di parole l’ingegnere Simone Venturini, direttore tecnico di Technital, nel descrivere la precarietà del ponte di Settimo: lui questo manufatto lo conosce bene perché l’azienda per la quale lavora ha ideato il progetto del ponte - diga che andrà a sostituire, si spera già alla fine del 2019, l’attuale infrastruttura risalente all’inizio degli anni Cinquanta. Sembrano quindi fondati i timori di migliaia di cittadini che hanno commentato e condiviso il video pubblicato su Facebook dal presidente dell’associazione Familiari e vittime della strada Alberto Pallotti. «Io non ho fatto una perizia ma è evidente che questa struttura non è antisismica», spiega Venturini, e lo dimostra il pilastro che sorregge l’ingresso del ponte dalla parte di Settimo: pieno di crepe, è inclinato quasi fosse schiacciato dal peso delle auto che passano sopra. «L’ultima parte», spiega l’ingegnere, «è spostata di una decina di centimetri dall’asse centrale. Colpa delle scosse sismiche, le uniche che, essendo orizzontali, hanno potuto provocare questo slittamento». L’ingegnere elenca: «Le travi del ponte sono semplicemente appoggiate alle pile. Se un sisma muove la pila, l’appoggio viene a mancare e il ponte crolla. Va valutata anche la fatica della struttura: queste travi per tanti anni hanno subito il carico del continuo passaggio di veicoli e di conseguenza la loro resistenza è diminuita, sono vulnerabili». Anche il fiume ha contribuito nel tempo a rendere più precario il ponte: «C’è un problema evidente nelle fondazioni», spiega Venturini, «perché la corrente del scorre intorno alle pile, che non sono protette, creando una sorta di buco. C’è anche un problema idraulico, perché non viene rispettata la distanza tra il sottoponte e il livello dell’acqua», motivo per cui una delle ultime perizie aveva stabilito che in caso di piena il ponte venga chiuso il traffico. Questioni delle quali le due amministrazioni comunali, di Pescantina e di Bussolengo, sono al corrente. E non solo per i messaggi sui social pubblicati dai cittadini. «Dopo aver visto la tragedia accaduta a Genova ho preparato un’ interpellanza che ho presentato il 21 agosto, in cui chiedo se l’amministrazione ha fatto redigere o se è già in possesso di una relazione tecnica sullo stato dei tre ponti del comune», dice il consigliere di minoranza del Comune di Pescantina Davide Pedrotti, in quota Lega. «Mi riferisco», specifica, «al ponte in pietra che c’è in centro paese, rifatto negli anni Novanta. A quello di Arcè, rimesso in sicurezza da poco anche se ho qualche perplessità sull’intervento: rinforzato il soppalco e sistemate le spalle, mi chiedo perché non si sia previsto un intervento anche sulle pile che sostengono l’infrastruttura, bastavano centomila euro in più». «E poi c’è il ponte di Settimo», continua, «che alle cinque del pomeriggio pare un’autostrada tanto è trafficato: vorrei che qualcuno si prendesse la responsabilità di dire che è sicuro, vorrei una relazione tecnica, che è molto più dettagliata di una perizia, peraltro risalente al 2001». Lo ammette anche il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi: «Sono passati 17 anni, troppo. È necessario investire soldi in nuove perizie, perché nel frattempo sono cambiate le normative, soprattutto ci sono nuovi sistemi di rilevamento e nuove tecnologie che ci permettono di avere un’ analisi più precisa». Brizzi si è confrontato con il sindaco di Pescantina Luigi Cadura, fissando per la prossima settimana un appuntamento proprio sul ponte di Settimo: «Faremo un sopralluogo», spiega Brizzi, «andremo con i tecnici e valuteremo le perizie realizzate in passato che già contenevano vincoli quali, ad esempio, la chiusura della viabilità nei giorni di piena dell’Adige e il peso massimo dei veicoli che possono attraversare il ponte. L’auspicio è che il ponte - diga progettato da Technital, che prevede la doppia corsia e il passaggio ciclopedonale, venga realizzato il più presto possibile». •

Francesca Lorandi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1