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09.12.2017

Si fingono poliziotti In tre dentro al Cas a fare foto e filmati

Una manifestazione
contro i profughi a Pescantina
Una manifestazione contro i profughi a Pescantina

Hanno detto di essere uno un poliziotto e l’altro il proprietario dell’edificio che ospita il Centro di accoglienza straordinario di Pescantina. Sono entrati dal portone aperto e dall’ingresso che invece era chiuso e hanno iniziato a fotografare e ai filmare. Ma sono stati a loro volta ripresi con il telefonino di uno degli ospiti che ha anche allertato i carabinieri che sono andati subito alla struttura che non trova pace, essendo stata, fin da quest’estate al centro di polemiche e manifestazioni di «Verona ai veronesi». A diramare la notizia con una nota, è stato il deputato di Sinistra italiana, Giuseppe Civati: «Effrazione, aggressione, violazione degli spazi degli ospiti del centro. Chiediamo il massimo impegno alle forze dell’ordine perchè siano presto individuati i colpevoli e consegnati alla giustizia», ha detto il deputato. In effetti i carabinieri della stazione di Pescantina hanno individuato poco dopo le due persone che si erano introdotte al Cas, e le hanno convocate in caserma. La loro posizione è al vaglio. «Credo abbiano approfittato della giornata festiva», dice Valeria Mercandino della cooperativa Olinda che gestisce il Cas. «Gli ospiti mi hanno raccontato che queste due persone sono entrate e sono anche salite al piano superiore dove ci sono le donne con i bambini e hanno fatto foto e filmati». Aggiunge la donna: «Siamo qui dall’ultima settimana di agosto e la convivenza con la popolazione è stata piuttosto tesa, poi ci sono state alcune manifestazioni di «Verona ai veronesi», insomma non abbiamo vita facile. Mi hanno detto che ad aspettare i due uomini, in cortile ci fosse una donna e poi i tre se ne sarebbero andati insieme». Resta ora da capire chi siano le persone fermate e quali interessi potessero avere per entrare nella struttura destinata ai richiedenti asilo. • A.V.

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