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06.03.2018

Pronte le regole per tutelare le donne vittime di violenza

Donna vittima di violenza: ora i Comuni del Distretto 4 hanno un protocollo unico di intervento
Donna vittima di violenza: ora i Comuni del Distretto 4 hanno un protocollo unico di intervento

È stato approvato all’unanimità in Consiglio comunale il protocollo per la segnalazione e presa in carico di donne vittime di violenza. «La proposta approvata, grazie anche al voto favorevole di tutto il Consiglio», dice l’assessore al Sociale Rosanna Lavarini, «è il risultato di un lavoro di confronto di un tavolo che ha riunito, nel 2012, i rappresentanti dei Comuni che operano nei servizi del territorio dell’Ulss 22, ora Distretto 4 dell’Ulss 9: servizio sociale di base, consultorio familiare, servizio tutela e protezione minori, servizio stranieri, pronto soccorso della casa di cura Pederzoli di Peschiera e dell’ospedale Sacro cuore di Negrar, Polizia, Carabinieri, Procura di Verona, Polizia locale e Osservatorio nazionale violenza domestica, i quali hanno elaborato un metodo per la gestione di emergenze con donne vittime di violenza che troveranno protezione nelle situazioni di maltrattamento e pericolo. Dal 2013 questo strumento è stato utilizzato da tutti questi soggetti e oggi, dopo tre anni di sperimentazione, abbiamo dato veste formale alla prassi e si è sottoscritto un vero e proprio protocollo». L’Ulss 22, ora azienda Ulss 9 Scaligera, ha aperto appartamenti per donne in difficoltà e dal 2006 gestisce una struttura protetta di pronta accoglienza. «Questi interventi», precisa Lavarini, «sono sostenuti dai Comuni con delega economica all’Ulss 9 con una quota pro capite che garantisce il Pronto intervento sociale e il servizio tutela e protezione dei minori. Il protocollo, che è stato approvato in Conferenza dei sindaci, è rivolto a donne residenti o domiciliate nei Comuni del Distretto 4». Favorevoli le opposizioni. «In base al protocollo», conclude l’assessore Lavarini, «quando un caso di violenza viene segnalato o accertato dai servizi sociali o dalle forze dell’ordine, la persona viene ricevuta per un primo colloquio per valutare l’entità del problema. La donna, eventualmente, viene avviata al pronto soccorso per accertamenti e cure del caso. Vengono contestualmente informate le forze dell’ordine. Poi può essere chiesta la collaborazione del Consultorio e anche del servizio tutela e protezione dei minori. La donna oggetto di violenza è quindi allontana dal luogo di abituale dimora e collocata in struttura protetta dove può ripensare al suo percorso di vita ed elaborare, con l’aiuto di esperti, un nuovo progetto di vita. Si deve sempre ricorrere alle assistenti sociali del Comune che dispongono di tutti i mezzi e relazioni per affrontare positivamente le vaie situazioni che si presentano». •

L.C.
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