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24.12.2017

L’entusiasmo degli adolescenti è il primo motore della chiesa

Gli scout di Santa Lucia fotografati a Castelrotto di San PietroDon Renzo Zocca con alcuni bambini durante una gitaI protagonisti della festa dell’EpifaniaI ragazzi del «Noi» con l’allevatore che ha ricevuto la roulotte
Gli scout di Santa Lucia fotografati a Castelrotto di San PietroDon Renzo Zocca con alcuni bambini durante una gitaI protagonisti della festa dell’EpifaniaI ragazzi del «Noi» con l’allevatore che ha ricevuto la roulotte

Don Renzo, il parroco di Santa Lucia di Pescantina, è conosciuto in tutta la diocesi di Verona anche se regge una piccola parrocchia di settecento anime. Non è più giovane, ha 74 anni, ma lo spirito, la vivacità e il dinamismo che l'hanno sempre contraddistinto nelle sue precedenti esperienze pastorali non sono venuti meno. Da quando è stato ordinato sacerdote nel 1967 è stato presente nelle parrocchie dei SS. Apostoli (1967-68), di Avesa (1968-74), di San Pietro Apostolo (1974-79). E poi i 25 anni nella zona del Saval, quasi terra di missione, dove ha fatto nascere e crescere la parrocchia di Santa Maria Maddalena: un'esperienza che l'ha segnato profondamente. Destinato, in seguito, a Ferrazze dal 2005 al 2009, è approdato a Santa Lucia ed ha subito smosso le acque della tradizionale religiosità. «La nostra parrocchia non è molto vecchia perchè è stata eretta canonicamente nel 1949. Attualmente», spiega don Renzo, «ha una popolazione che si aggira intorno ai 700 abitanti. Ma di questi solo il 10 per cento frequenta la chiesa. È gente buona, nel complesso, però si nota un calo generazionale della religiosità. Cioè gli anziani mantengono fede alle vecchie tradizioni, le giovani famiglie fanno un po' più fatica. Si nota anche un calo della natalità: lo vediamo dai pochi battesimi e, se non venissero ragazzi dai paesi vicini avremmo delle classi di catechismo striminzite». Allora come fate con la catechesi? «Ripeto», precisa don Zocca, «grazie ai bambini e ragazzi delle località vicine abbiamo delle classi che hanno in media una ventina di componenti. Il catechismo lo facciamo il lunedì e il giovedì e ogni classe è seguita da due catechiste. Il sacramento dell'Eucarestia viene impartito in terza elementare e la Cresima in seconda media». Uno dei momenti più importanti per la comunità è la messa comunitaria della domenica, «nella quale i bambini hanno un ruolo importante. Innanzitutto non è un rito freddo ma vivace e sempre diverso. Faccio un esempio: al momento della consacrazione dell'Eucarestia i bambini si prendono il loro campanello e lo scuotono gioiosamente sottolineando il miracolo sempre nuovo della transustanziazione». La vita di una comunità, però, non è fatta solo di catechismo e riti religiosi. È servizio e carità. «Così quest'anno i nostri adolescenti e gli scout del Santa Lucia 1 hanno avuto un'idea brillante, quella di dare aiuto ad alcuni agricoltori di Arquata del Tronto. Io mi sono messo in contatto con il vescovo di Ascoli Piceno ed abbiamo donato a tre allevatori, che avevano 100 vacche da carne da accudire, una roulotte in cui ripararsi. I ragazzi hanno anche raccolto 5mila euro, che sono serviti per acquistare del mangime. «Voglio fare un altro esempio. Insieme ad un amico di Borgo Trento abbiamo organizzato un triangolare di calcio invitando a parteciparvi una squadra di ragazzi di San Severino Marche, altra zona terremotata, insieme con quelle di Borgo Trento e della parrocchia di Santa Lucia di Verona. Li abbiamo ospitati e accompagnati a visitare le bellezze della città». La parrocchia dispone di ambienti per le varie attività? «Purtroppo la parrocchia è povera e noi camminiamo con le nostre sole gambe e con l'aiuto del volontariato. Tutto quello che facciamo è frutto dell'impegno dei volontari. Anche da noi, due anni fa, è sorto il Circolo Noi; ma non avevamo una sede. Ci siamo rivolti al Comune di Pescantina e, dietro pagamento di un canone d'affitto, possiamo usufruire di una sede qui accanto alla chiesa e del campetto a 5 in sintetico. Abbiamo però un campo in erba per le squadre a sette, di proprietà della parrocchia. Il Circolo Noi Papa Francesco è una benedizione per la parrocchia ed è l'occasione per portare avanti la cultura del servizio». • G.B.M.

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