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17.01.2019

Il Comune a Venezia: «No ai i ponti-diga»

Ecco come diventerebbe il ponte diga di Arcè
Ecco come diventerebbe il ponte diga di Arcè

Troppo impattanti sul territorio: il Comune di Pescantina, nelle sue osservazioni presentate in Regione, boccia i ponti diga di Settimo e di Arcè, presentati da Techinital spa per conto di Iniziative Veronesi srl e ora in corso di esame alla Commissione regionale Via (valutazione impatto ambientale). «I progetti», spiega l’assessore all’urbanistica Paola Boscaini (omonima dell’ex sindaco di Bussolengo, ndr.), «sono interessanti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma gli aspetti ambientali, paesaggistici e di sicurezza idraulica sono a nostro avviso poco approfonditi. Si tratta infatti di inserimenti molto impattanti per il territorio». Già nel 2014, in fase di concessione idraulica da parte della Sezione di bacino idrografico Adige Po, il Comune di Pescantina aveva evidenziato una serie di criticità e di richieste di approfondimento. «Ci si aspettava», continua Boscaini, «che in sede di Valutazione di impatto ambientale (Via) i proponenti rispondessero ai quesiti posti. Sono pochi invece i riscontri dati alle nostre osservazioni di allora. Mancano spiegazioni su tutti i punti sensibili, in particolare sull’innalzamento costante dell’acqua che avrà senz’altro effetti sulle abitazioni vicine, su cantine e fondazioni, sul sistema di raccolta e scarico delle acque, sugli storici muri in sasso lungo la strada Alzaia e sui resti degli antichi impianti di irrigazione, nonché sulle colture e sulla vegetazione spontanea». «Non è chiarito nelle relazioni progettuali come verranno preservati tutti questi elementi da infiltrazioni e allagamenti», prosegue l’assessore, «è chiaro invece che i resti della strada Alzaia (Lungadige Attiraglio) verranno sommersi e ricoperti per sempre da una nuova strada, per mantenerne la funzionalità». Su questi temi poco è emerso secondo l’assessore Boscaini. «Nelle due presentazioni pubbliche», sottolinea, «poco è stato detto sulle opere di mitigazione, mentre sono invece state evidenziate le criticità strutturali dei due ponti attuali. La società propone come opera compensativa di rifarli nuovi. PROBLEMI DI TRAFFICO Da qui nasce un’ulteriore forte preoccupazione per Pescantina, che teme che ponti nuovi, più funzionali, portino un aumento del traffico nei centri di Arcè e Settimo, come accadde negli anni ‘90 nel capoluogo dopo la demolizione del ponte in ferro, sostituito dall’attuale, più largo. Realizzare un nuovo passaggio, adatto magari anche ai mezzi pesanti, che entra nella via principale dove si affacciano case, scuole, negozi, parchi e ville vincolate, non può che creare perplessità da parte del Comune di Pescantina». Per l’amministrazione, la proposta è avulsa dal contesto e sprovvista di dati, rilievi, simulazioni. DIMENSIONI Le dimensioni dei due nuovi ponti di Settimo e Arcè sono un altro punto critico dei progetti presentati. Precisa l’assessore: «È il sovradimensionamento degli impianti rispetto all’ambiente circostante che ci preoccupa. Gli impalcati saranno più alti e più larghi; le pile aumentano di numero, da 4 a 5, per Arcè è stata proposta una lunghezza di 17,75 metri e per Settimo di 26 metri; l’innalzamento costante dell’acqua sarà di circa 2,5 metri, con tratti di rigurgiti lunghi 3,4 – 3,7 km. Il canale di derivazione e gli impianti per la centralina elettrica sulla sponda di Bussolengo prevedono uno sbancamento di terreno lungo un centinaio di metri e profondo 45. Verranno realizzati nuovi argini di contenimento delle rive e ampie platee di cemento armato nell’alveo del fiume». LE PARATOIE Nel 2014 erano state previste paratoie a ventola, che rimanevano sotto il livello dell’acqua, quindi meno visibili, «Nel progetto attuale invece vengono proposte paratoie a settore che, in caso di piena, si alzano sopra il pelo del fiume, ruotando in aria sopra l’impalcato. Questa soluzione è più invasiva visivamente e preoccupa il suo comportamento in caso di innalzamento dell’acqua. Potrà creare uno sbarramento allo scorrere del fiume? Come si comporterà con tutto il materiale ingombrante che l’Adige trasporta durante le piene?». Dall’insieme di queste considerazioni nasce il parere negativo. Conclude Boscaini: «Riteniamo che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non possa andare a contrapporsi agli aspetti ambientali e di sicurezza idraulica, rischiando di compromettere uno sviluppo più misurato e sostenibile del territorio». •

Lino Cattabianchi
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