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13.02.2019

Elezioni «bollenti»: affondo a Cadura

Una fascia tricolore, simbolo del sindaco
Una fascia tricolore, simbolo del sindaco

Si surriscalda il clima politico di Pescantina in vista delle elezioni amministrative di primavera. E il gruppo «Cittadini per Pescantina», i cui riferimenti sono i consiglieri comunali Manuel Fornaser, Francesco Marchiori, l’ex assessore e ragioniere capo del Comune, per trent’anni, Renato Veneri con l’ex sindaco Alessandro Reggiani, lanciano i primi strali al sindaco Luigi Cadura, candidato per la riconferma a primo cittadino: «Un’occasione sprecata per Pescantina», dicono i «Cittadini», «a fronte di un continuo avanzo di amministrazione di 900mila euro», puntualizza Fornaser, «il sindaco Cadura non ha mai saputo mettere in atto propose e servizi per il paese. Strade senza manutenzione e piene di buche, solo rappezzi di asfalto qua e là, parchi e giardini in abbandono, mai irrigati nel periodo estivo, sporcizia generale, l’isola ecologica con cataste di rifiuti abbandonati, il cimitero di Pescantina in uno stato di abbandono totale. Neppure le associazioni locali sono state risparmiate, chiedendo loro il pagamento per l’utilizzo delle strutture pubbliche e mettendo in dubbio la possibilità per alcune di accedere ancora ai luoghi per organizzare le attività». Sui mutui, dai quali l’amministrazione Cadura ha messo in atto una manovra di rientro per ridurre l’indebitamento, Fornaser è ancora più perentorio. «I mutui», dice il consigliere, «servono per realizzare opere pubbliche, non per andare in ferie e buona parte di quelli contratti dal Comune risalgono a 30 anni fa. Lo sa bene anche il presidente del Consiglio attuale, Lorenzo Mascanzoni, compagno di Cadura in questa amministrazione, essendo stato componente di amministrazioni passate, già ai tempi dell’ex sindaco Francesco Testa e che di mutui ne ha accesi parecchi per realizzare opere utili al paese. I mutui li ritengo uno strumento utile se finalizzati alla programmazione ed esecuzione di opere per Pescantina. Basti pensare che Cadura, invece, ha al suo attivo solo due opere in cinque anni della sua amministrazione: la sostituzione dei parapetti del ponte di Arcè, finanziata in parte con mutuo già acceso in passato, e l’isola ecologica, ora in fase di realizzazione, finanziata con mutuo sempre dell’amministrazione precedente». «Cadura», conclude il consigliere Fornaser, «ha amministrato in questi anni cercando appigli nel passato, senza mai guardare avanti: chi pensa in questo modo non può certo programmare il futuro». Alessandro Reggiani, sindaco dal 2004 al 2013, sembra non essersi mai stancato della vita politica del paese e difatti ha schierato, ancora una volta, per le amministrative, il suo gruppo «Cittadini per Pescantina», che ha sede in via Ponte. «Ci sono due modi per amministrare: quello di cercare di realizzare opere pubbliche, con i mutui, come fa qualsiasi azienda pubblica o privata; l’altra è invece quella di non fare assolutamente nulla, ammucchiando avanzi di amministrazione inutili che non sono stati reinvestiti sul territorio di Pescantina o, meglio ancora, usati per abbassare la tassazione dei cittadini», commenta l’ex sindaco. «Pertanto, dal canto mio, mi sento praticamente costretto a riaffacciarmi alla vita pubblica del paese che ho amministrato per nove anni e che già da prima ho cercato di portare ad essere uno dei più bei paesi della provincia a nord ovest di Verona. Spiace aver visto per cinque anni un sindaco, che personalmente con conosco, vivere di retaggi del passato senza nessuna proiezione sul futuro. Proprio un’occasione sprecata per Pescantina», conclude Reggiani. •

Lino Cattabianchi
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