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10.12.2017

Denunciati i due fratelli introdottisi a Villa Vezza

Gli esterni di Villa Vezza a Pescantina dove sono ospitati i profughi
Gli esterni di Villa Vezza a Pescantina dove sono ospitati i profughi

Giampaolo Chavan Sono stati subito identificati dai carabinieri di Peschiera i due fratelli che l’altra sera hanno fatto irruzione a Villa Vezza dove sono ospitati cinque coppie di profughi tra nigeriani e ghanesi con nove figli dai 3 mesi fino ai tra anni. Si tratta dei veronesi M. e R.R. di 43 e 48 anni, anche se il loro nome non figura tra quelli schedati in questura o tra gli iscritti a movimenti politici di estrema destra. I due sono stati denunciati dai carabinieri con l’accusa di violazione di domicilio oltre che di sostituzione di persona e interferenza illecita nella vita privata per le riprese svolte col telefonino a Villa Vezza. Poi toccherà alla procura formalizzare le accuse a carico dei due fratelli e confermare i reati ipotizzati dai carabinieri come sempre capita nelle indagini per le quali si procede d’ufficio. Tutto è iniziato due sere fa quando i due si sono introdotti a Villa Vezza, con tanto di telefonino attivato per svolgere le riprese. I 19 ospiti sono rimasti sorpresi (e ora sono molto spaventati, fanno sapere dalla cooperativa) della loro visita e i due si sarebbero spacciati per poliziotti e da qui nasce l’accusa di sostituzione di persona. A chi gli chiedeva di mostrare il tesserino, è la versione dell’accusa, i due avrebbero replicato che erano i profughi a dover esibire i loro documenti d’identità. Nel frattempo, i due fratelli, residenti nella nostra provincia, hanno continuato a riprendere l’interno della Villa. Ne è nato un diverbio tra gli ospiti e i due veronesi, documentato in parte anche da un video pubblicato su Youtube. A parere dei profughi, la lite è culminata nella rottura di un cellulare di uno degli ospiti ad opera di uno dei due fratelli anche se non è stata ancora depositata la querela per questo fatto. Il motivo? Stava riprendendo l’operato dei due giovani introdottisi a Villa Vezza. È stato poi uno dei due fratelli a chiamare i carabinieri alla luce della lite in corso con i migranti. Il blitz dei fratelli si è così concluso con l’arrivo della pattuglia dei militari. Nel filmato, tra l’altro, si sente un veronese che invita un profugo a parlare italiano. La versione dei fratelli, però, è ben diversa come emerge dall’articolo pubblicato qui a fianco. Non si conosce il motivo della «visita» dei due fratelli a Villa Vezza. Gli investigatori, dal canto loro, fanno sapere che i due non risultano essere organici ad alcun tipo di movimento di estrema destra. L’episodio, però, non può che suscitare una certa inquietudine alla luce anche delle manifestazioni contro i profughi svoltesi a Pescantina contro la presenza dei profughi. Villa Vezza, d’altro canto, resta sorvegliata sempre dai militari essendo considerato a tutt’oggi un obiettivo sensibile dalle forze dell’ordine. Fino a ieri, inoltre, non risulta che sia stato effettuato alcun sequestro o perquisizione a carico dei due veronesi. «Ancora una volta a Pescantina, le famiglie hanno visto violato il proprio domicilio, anche a loro va tutta la solidarietà dell’amministrazione comunale» afferma il sindaco di Pescantina, Luigi Cadura. Poi un invito è rivolto agli uomini in divisa: «Compito delle Forze dell’ordine è accertare i fatti, identificare e affidare alla giustizia i responsabili, affinché vengano adeguatamente sanzionati, utilizzando tutti i mezzi a disposizione per allontanare dal nostro comune i responsabili di atti criminali, al fine di tutelare la sicurezza dei nostri concittadini». E conclude: «Assieme agli altri comuni vicini stiamo valutando azioni comuni coinvolgendo gli enti superiori». •

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