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06.09.2018

«Ci dicano se il ponte di Settimo è sicuro»

Il ponte che collega Settimo di Pescantina con San Vito al Mantico di Bussolengo   FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA
Il ponte che collega Settimo di Pescantina con San Vito al Mantico di Bussolengo FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA

«Guardate quel pilastro: è incrinato, ci sono delle profonde crepe. E poi pende da un lato, sembra schiacciato dal peso delle auto che passano. Quanto può resistere ancora?». Alberto Pallotti, presidente dell’associazione italiana Familiari e vittime della strada, osserva preoccupato il ponte di Settimo, quello che collega la frazione del comune di Pescantina con San Vito al Mantico, porta d’accesso della città da Ovest, da Chievo e da Boscomantico. Costruito tra il 1951 e il 1953 dalla Sima (Società idroelettrica Medio Adige) che gestiva la centrale di Bussolengo, il ponte gemello di quello di Arcè appena ristrutturato, sostituì settant’anni fa il passo volante sull’Adige, cioè il traghetto condotto a mano che serviva per il passaggio di uomini e cose da una riva all’altra. Una stretta lingua di asfalto che oggi, nonostante il senso unico alternato e regolato da un semaforo, è continuamente attraversato dalle auto. «Le sollecitazioni sono parecchie e pericolose per un ponte che si trova in queste condizioni», sottolinea Pallotti che, pur abitando a Pescantina, di questa situazione si è accorto solo pochi giorni fa. Le anomalie sono evidenti. Basta scendere dai gradini che ci sono sul lato di Settimo per vedere, dal basso, lo stato del cemento armato che sorregge la carreggiata: l’ultima parte del pilastro è spostata una decina di centimetri dall’asse centrale; è inclinata, si vede ad occhio nudo, e la conferma arriva dalla profonda crepa che si è formata all’attaccatura del ponte. Ci sono dei tondini di ferro che sembrano essere stati installati per sostenere questa parte dissestata di cemento. Sopra passano le auto, protette (si fa per dire) da una balaustra di ferro, leggera, che si fatica a pensare possa contenere il peso di un’auto che sbanda. «E poi, proprio sopra il pilastro incrinato», continua Pallotti, «la balaustra è spezzata: sembra che questa parte di ponte sia inclinata e il peso abbia causato la rottura del parapetto. Serve una struttura più solida perché qui, nonostante la carreggiata sia molto stretta, ci passano anche pedoni e ciclisti che vanno protetti». «Credo che chi passa sopra questo ponte ogni giorno, deva sapere cosa c’è sotto e possa scegliere se affrontare questo rischio», commenta Pallotti, che ha voluto denunciare la situazione «come privato cittadino e come presidente dell’associazione». Per questo, dopo aver ricevuto una segnalazione, è andato a verificare di persona, realizzando un video nel quale mostra le condizioni in cui si trova il pilastro che sorregge la parte iniziale del ponte. Le immagini sono state pubblicate nella sua pagina Facebook lunedì scorso, 40mila persone le hanno visualizzate, oltre 1.200 le condivisioni. E tanti cittadini, che per abitudine utilizzano quel passaggio per evitare il traffico della tangenziale hanno commentato, promettendo di non passarci più. L’ESPOSTO «Ho mandato un esposto all’amministrazione comunale di Pescantina», spiega il presidente dell’associazione Familiari e vittime della strada, «l’ho fatto per segnalare una situazione secondo me pericolosa, chiedendo che venga fatta una perizia che verifichi la staticità e la percorribilità. Vorrei che un tecnico mettesse nero su bianco in che condizioni si trova il ponte, che qualcuno si assumesse le responsabilità di dire se è rischioso o no attraversarlo». L’AMMINISTRAZIONE Il sindaco di Pescantina, Luigi Cadura, è sereno: «C’è una perizia del 2001 che evidenzia come la situazione dell’infrastruttura sia sotto controllo. Certo, dopo quanto successo con il ponte Morandi a Genova, una tragedia che ha sollecitato tutti gli amministratori a intervenire con maggiori verifiche sui ponti, vedremo di fare un nuovo monitoraggio». Cadura spiega però: «La situazione non è pericolosa e a occhio nudo sembra stabile dall’ultima perizia. Ma non sono un ingegnere civile, lasciamo fare ai tecnici il loro mestiere». IL PROGETTO Se verranno riscontrate delle anomalie, assicura il sindaco, saranno realizzati immediatamente gli interventi necessari, «in accordo con l’amministrazione di Bussolengo, perché il ponte è di proprietà di entrambi i Comuni. La speranza è che possa essere realizzato quanto prima il progetto di Technital, che prevede l’ abbattimento dell’ attuale struttura e il rifacimento, al suo posto, di un ponte - diga. Il progetto è stato presentato in Regione ed è in attesa della commissione di Valutazione di impatto ambientale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Lorandi
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