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05.02.2019

Bonifica di Ca’ Filissine, è l’ora del progetto

Discarica di Ca’ Filissine, che da anni crea preoccupazioni ambientali
Discarica di Ca’ Filissine, che da anni crea preoccupazioni ambientali

Giovedì 7, alle 20.45, al teatro Bianchi di nPiazza degli Alpini, verrà presentato il progetto per la bonifica della discarica di Cà Filissine, bloccato solo da una firma che va fatta al ministero, ma che secondo il sindaco Luigi Cadura si dovrebbe fare a breve. «Il progetto», spiega il sindaco, «nasce grazie al contributo di 65 milioni ottenuto dal ministero dell’Ambiente e che permette la bonifica definitiva di Ca’ Filissine, senza portarvi più rifiuti. Si mette dunque la parola fine alla discarica di Pescantina: il progetto definisce Ca’ Filissine un sito da bonificare e non più una discarica. Anche i riferimenti di legge saranno diversi, così come l’iter di approvazione. Sarà il Comune di Pescantina ad approvarlo, dopo aver ottenuto il pare della Conferenza dei servizi di cui faranno parte, fra gli altri, Regione, Provincia e Arpav». Nell’agosto del 2006 la discarica fu sequestrata dalla magistratura per inquinamento da ammoniaca nella prima falda, rilevata al piezometro M7. «I progetti di bonifica presentati dalla precedente amministrazione», precisa il sindaco Cadura, «partivano dalla logica di scavare la massa di rifiuti per trovare la lesione nell’impermeabilizzante, procedere quindi a ripararla e poi riempire di nuovo il buco con altri rifiuti. La nostra amministrazione ha sin dall’inizio contestato questa impostazione: scavare 400mila metri cubi di rifiuti avrebbe reso irrespirabile l’aria a Pescantina, senza nessuna certezza di trovare la lesione dell’impermeabilizzazione, ammesso che ce ne sia solo una. Il progetto adottato da questa amministrazione a settembre del 2015 ed approvato dalla Regione nel dicembre del 2016, il cui impianto viene sostanzialmente confermato anche oggi, rivoluziona questo approccio: invece di scavare nella massa dei rifiuti, si prevede di asportare massicciamente il percolato, adottando contemporaneamente gli accorgimenti necessari per evitare che la pioggia, infiltrandosi nella massa dell’immondizia produca nuovo percolato. Nel frattempo, una barriera di air-sparging, cioè l’insufflazione di ossigeno nell’acqua di falda, verrà messa a protezione, per contenere l’inquinamento. Restava, purtroppo, l’idea di finanziare la bonifica conferendo altri rifiuti, una grande quantità di rifiuti». Su questo pianto si è innestata l’azione successiva, mentre si registravano dure critiche da parte del Movimento Ambiente & Vita sul possibile ritorno dei rifiuti in discarica pur di procedere alla bonifica. «Per questo scopo», sottolinea Cadura, «ci siamo impegnati a cercare finanziamenti alternativi fin dall’adozione del progetto, sicuri che ogni euro di finanziamento pubblico trovato per la bonifica sarebbe servito a ridurre la quantità di rifiuti da conferire. L’amministrazione ha poi profuso ogni sforzo per ricercare contributi presso gli enti superiori, Regione del Veneto, governo centrale e Unione Europea». La ricerca si è rivelata sin da subito difficoltosa, in quanto la Regione del Veneto, ente tenuto per legge ad intervenire, non disponeva di fondi sufficienti; il governo centrale non poteva intervenire in siti non di interesse nazionale, come la discarica di Pescantina, e l’Unione Europea interviene solo nelle regioni economicamente svantaggiate. Continua il sindaco: «Nell’agosto 2016, una modifica legislativa ha consentito al governo di intervenire in situazioni analoghe a quella di Pescantina. Il 24 ottobre 2017, il ministero dell’Ambiente ha conferma che la bonifica è stata inserita nel programma degli interventi approvati con Decreto del presidente del Consiglio 21 luglio 2017. Grazie al contributo di 65 milioni di euro, messo a disposizione dallo Stato, a Pescantina non arriveranno più rifiuti: il necessario riempimento del catino verrà effettuato con materiale inerte. E grazie ad una prima trance di questo finanziamento è stato possibile redigere il progetto che verrà presentato giovedì sera». L’iter di approvazione inizierà per prima cosa con una delibera della Giunta Comunale e con la convocazione della Conferenza dei servizi. Conclude il sindaco Cadura: «La chiusura definitiva della discarica era l’obiettivo principale di questa amministrazione, lo abbiamo perseguito con determinazione ed impegno costante, conseguendo un grande risultato per noi, per Pescantina e per tutta la Valpolicella: bonificare Cà Filissine chiudendo la discarica senza scavi e senza ulteriori rifiuti». •

Lino Cattabianchi
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