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10.01.2019

Bonifica al palo, manca una firma

La discarica di Ca’ Filissine:  in corso anche l’impermeabilizzazione della superficieIl sindaco di Pescantina Luigi Cadura
La discarica di Ca’ Filissine: in corso anche l’impermeabilizzazione della superficieIl sindaco di Pescantina Luigi Cadura

Lino Cattabianchi Manca ancora la firma al ministero dell’Ambiente per l’accordo di programma che darà il via libera ai 65 milioni di euro destinati alla bonifica e messa in sicurezza del sito dell’ormai ex discarica di Ca’ Filissine, dove i conferimenti di rifiuti sono stati bloccati il 31 agosto del 2006 dalla magistratura: più di 12 anni fa. «Sul fronte romano», mette le mani avanti il sindaco Luigi Cadura, «ci hanno confermato che l’accordo di programma è pronto e non appena verrà nominato il nuovo direttore generale del ministero si procederà alla firma». Tuttavia questa nomina potrebbe essere foriera di novità, legata com’è agli assetamenti della politica romana in corso da qualche mese. Alla direttrice generale Gaia Checcucci, toscana, arrivata nella squadra di Matteo Renzi da An e nominata capo della Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del ministero dell’Ambiente che ha competenze decisionali su bonifica dei siti inquinati, non è stato infatti rinnovato l’incarico. Né è dato sapere al momento chi prenderà il suo posto. Precisa il sindaco di Pescantina: «al ministero stanno completando le procedure di selezione per la nomina del nuovo dirigente. La dottoressa Gaia Checcucci, che ringrazio per la preziosa collaborazione, aveva seguito sin dall’inizio l’iter per il reperimento delle somme e la predisposizione della bozza di accordo di programma. Con lei come interlocutrice si era sviluppata la trattativa condotta dai parlamentari veronesi del Pd Alessia Rotta e Diego Zardini e dal Comune di Pescantina che ha portato all’attuale bozza di accordo, che prevede che sia il ministero a prendersi in carico la bonifica del sito tramite la controllata Sogesid spa». Il progetto di bonifica, già predisposto dallo Studio Georicerche srl, prevede la bonifica senza apporto né escavazione di rifiuti, utilizzando materiale inerte per completare la sagoma dell’ex discarica in modo che l’acqua piovana fuoriesca dal catino senza diventare percolato. «Questo è stato un risultato molto importante per la popolazione di Pescantina, dal momento che elimina i disagi presenti nelle precedenti progettazioni», sottolinea Cadura. LAVORI EMERGENZIALI Sono intanto cominciati e attualmente in corso i lavori emergenziali, condotti dalla ditta Water & Soil Remediation srl di Mantova, per un appalto di 1.400.000 euro. «In questo momento», precisa l’ingegner Bruno Fantinati, capo dell’ufficio tecnico del Comune, «la ditta sta eseguendo lavori di impermeabilizzazione del lato nord est della sponda, che viene innalzato di circa cinque metri per evitare la fuoriuscita di percolato lungo il lato della discarica in direzione del vigneto Ferrari». La ditta in questi giorni ha presentato il progetto esecutivo dell’impianto elettrico che dovrà essere realizzato in sostituzione di quello preesistente, dopo il furto dei cavi di rame. «Rimettere in funzione l’impianto», prosegue Fantinati, «vuol dire far funzionare anche l’impianto di captazione del biogas e impostare una gestione ordinaria della discarica per un anno, fino all’attesa partenza dei lavori definitivi previsti dall’accordo di programma. Ci saranno inoltre asportazioni di percolato sopra telo per poter accedere alle varie zone della discarica». Novità del 2019, invece, sul fronte legale. Spiega il sindaco: «È stato dato l’incarico agli avvocati Fausto Scapini e Daniele Giacomazzi di iniziare il procedimento contro Daneco, l’ex gestore della discarica che ha abbandonato di fatto il sito nel 2016, volto ad accertare la decadenza dell’appalto e ad ottenere il risarcimento del danno. Gli stessi legali hanno presentato l’impugnativa al Tar del Veneto contro la determina provinciale 3635/18 del 7 novembre 2018 che individuava il Comune e il signor Ferrari Arturo come corresponsabili dell’inquinamento con la Daneco. Ciò, a nostro giudizio, immotivatamente e in netto contrasto con le conclusioni della sentenza del Tribunale di Verona n. 21122 del 2012». •

Lino cattabianchi
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