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07.09.2018

«Basta un sisma
e il ponte di Settimo
può venire giù»

 «Questa struttura non resisterebbe a una scossa di terremoto».

Non usa giri di parole l’ingegnere Simone Venturini, direttore tecnico di Technital, nel descrivere la precarietà del ponte di Settimo: lui questo manufatto lo conosce bene perché l’azienda per la quale lavora ha ideato il progetto del ponte - diga che andrà a sostituire, si spera già alla fine del 2019, l’attuale infrastruttura risalente all’inizio degli anni Cinquanta.

Sembrano quindi fondati i timori. «Io non ho fatto una perizia ma è evidente che questa struttura non è antisismica», spiega Venturini, e lo dimostra il pilastro che sorregge l’ingresso del ponte dalla parte di Settimo: pieno di crepe, è inclinato quasi fosse schiacciato dal peso delle auto che passano sopra. «L’ultima parte», spiega l’ingegnere, «è spostata di una decina di centimetri dall’asse centrale. Colpa delle scosse sismiche, le uniche che, essendo orizzontali, hanno potuto provocare questo slittamento».

L’ingegnere elenca: «Le travi del ponte sono semplicemente appoggiate alle pile. Se un sisma muove la pila, l’appoggio viene a mancare e il ponte crolla. Va valutata anche la fatica della struttura: queste travi per tanti anni hanno subito il carico del continuo passaggio di veicoli e di conseguenza la loro resistenza è diminuita, sono vulnerabili».

Francesca Lorandi
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