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28.12.2017

Passioni su tela Nello spazio Mion i dipinti di Menin

Luigi Menin FOTO PECORA
Luigi Menin FOTO PECORA

Nature morte e fiori, ritratti, Ponte pietra e palazzo Maffei di Verona, le calli di Venezia, la piazza di Negrar durante il mercato del lunedì, Bacco, le casette colorate di Riomaggiore e una vecchia casa della natia San Peretto. Fanno fare un bel viaggio, nell’arte figurativa e in giro per l’Italia, i 32 quadri del pittore negrarese Luigi Menin, esposti fino a domenica 7 gennaio, nello spazio Mion Design, sulla Strada del Recioto, a Negrar. La mostra «Dipingere è la mia passione», è visitabile, a ingresso libero, tutti i giorni (festivi compresi) dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19. Menin ama la Valpolicella, dove è nato e dove vive, come pure Venezia. Del resto, ammette, «per un pittore che ama il paesaggio come me, questa città è il massimo, ogni angolo offre scorci da rimanere senza parole». Il quadro più recente dell’esposizione, terminato da una ventina di giorni, raffigura proprio una calle veneziana. «Mi piace molto dipingere l’acqua», continua l’artista. Le tele più datate, invece, risalgono al 2012. Originario di San Peretto, poi trasferitosi sulla collina di Jago, Menin è un artista figurativo completo e tendente all’iperrealismo, capace di cogliere nei più piccoli dettagli l’essenza di paesaggi, volti, oggetti. Grafico di formazione e pittore autodidatta, ha frequentato i corsi serali all’Accademia Cignaroli di Verona con i maestri Aldo Tavella e Umberto Tessari. Si considera un pittore dell’Ottocento e di quel secolo, infatti, ama lo stile di impressionisti e macchiaioli. Dipingere è la grande passione di Menin, come svela lui stesso nel titolo di questa mostra, con la quale torna a esporre nel suo paese sperimentando per primo, come originale luogo espositivo, i locali del piano terra e del primo piano dello storico negozio di mobili Mion. Così le sue tele, tutte dipinte con colori a olio, si mescolano a divani e salotti, letti e cucine. «Trovo che sia un modo interessante di dare già una casa alle opere», conclude il pittore. • C.M.

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