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07.11.2018

No allo spostamento del ponte di Arcè

Luigi Cadura
Luigi Cadura

Condivisione dei timori della popolazione e degli esponenti delle associazioni ambientaliste. E contrarietà all’ipotesi dello spostamento del ponte diga sulla linea di Rovejago, un chilometro e mezzo a nord dell’attuale ponte di Arcè. Passata la paura per l’irruenza dovuta al maltempo, si torna per fortuna a parlare di Adige sotto un altro aspetto e il sindaco di Pescantina Luigi Cadura esprime le sue perplessità sui progetti presentati da Technital per la realizzazione di ponti diga di Arcè e Settimo, presentati pochi giorni fa in due incontri proprio a Settimo e a Bussolengo. E il Comune invita i cittadini ad indirizzare allo stesso sindaco (luigi.cadura@comune.pescantina.vr.it) le osservazioni da far pervenire in Regione entro l’11 dicembre, secondo il termine stabilito dalla legge, indicando anche un recapito per essere ricontattati. «Fin dall’inizio», ribadisce Cadura, «il Comune ha espresso la sua contrarietà all’intervento di Arcè, in quanto la costruzione di una diga a ridosso del centro storico modificherebbe irreversibilmente il corso d’acqua e il suo rapporto con l’abitato e il paesaggio naturale circostante. Oltre alle perplessità che vanno dalla conservazione del più antico nucleo insediativo di Pescantina alla tutela del paesaggio fluviale. Credo che la serata di Settimo abbia messo in luce senza ombra di dubbio il profondo attaccamento della gente di Pescantina al suo fiume. E sarebbe un errore sottovalutare queste preoccupazioni da parte di chi sta proponendo questi progetti alla valutazione della Regione Veneto». «Arcè è uno dei nuclei più antichi di Pescantina», continua Cadura, «la sua formazione è in stretto rapporto con l’Adige. Ora è una risorsa idrica indispensabile per le colture. Da esso dipende la strada alzaia, diventata negli ultimi anni un luogo unico e incantevole, dove si svolgono numerose attività ricreative, sportive, culturali e turistiche. L’equilibrato rapporto costruito nel tempo tra ambiente naturale e azioni dell’uomo è da preservare e valorizzare. Mentre con la costruzione del ponte di Arcè, e la soluzione che è stata prospettata per la diga, la strada alzaia andrebbe irrimediabilmente compromessa, quando non perduta per sempre». Non compatibile con queste premesse sarebbe dunque l’ipotesi di un impianto tecnologico per produrre energia elettrica. Precisa Cadura: «Il progetto di Technital, che prevede un innalzamento delle acque in prossimità del ponte di 2,14 metri sul livello medio, andrebbe a sommergere la parte più bassa dell’abitato e l’attuale strada alzaia. Si verrebbe a creare un bacino d’acqua ferma fino all’abitato della frazione di Santa Lucia di Pescantina. Questo, oltre a compromettere la peculiare bellezza dei luoghi, renderebbe non più praticabili le numerose attività che oggi si svolgono e sono sempre più attrattive: la canoa fluviale, il rafting, la mountain bike, la pesca, o le semplici passeggiate. Un danno ambientale e, ribadisco, anche sociale, difficile da calcolare. Il paese intero sarebbe privato di una sua secolare risorsa». Sui danni all’habitat ha insistito anche il professor Giannantonio Conati nel suo intervento a Settimo, sottolineando la ricchezza e la straordinaria conservazione naturale del tratto di Adige a Rovejago. Cadura sposa questa tesi: «L’habitat attuale rientra nell’ambito della Rete Natura 2000: con l’intervento proposto verrebbe profondamente trasformato, creando scompensi per le specie animali e vegetali». Ultimo punto critico, la viabilità. Conclude il sindaco: «L’idea di potenziare la viabilità, sia dell’attraversamento, sia creando una nuova direttrice in caso di spostamento del ponte più a nord, lascia molto a desiderare. In particolare, perché il ponte nella posizione attuale collega le strette vie di un borgo storico, da un lato, con le ripide e poco accessibili strade dall’altro. Se venisse creato un nuovo ponte, all’esterno dell’abitato di Arcè, si dovrebbe disegnare anche una nuova viabilità». •

Lino Cattabianchi
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