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30.01.2019

Tempo pieno, buona la prima E le iscrizioni iniziano a salire

A scuola dal lunedì al venerdì, per cinque mattine e pomeriggi, dalle 8 alle 16, per un totale di 40 ore settimanali. Questi il tempo che i bambini trascorrono con insegnanti e compagni di classe, con grande soddisfazione per i genitori che lavorano che non sono quindi costretti a fare i salti mortali per far quadrare gli orari scolastici con le esigenze familiari. Lo scorso settembre, per l’anno scolastico 2018-19, anche alle elementari di Negrar è partito l’orario lungo per una classe di alunni che frequentano cioé il cosiddetto «tempo pieno». Il plesso del capoluogo si allinea così ai servizi offerti dalle elementari di Fane, nell’alta vallata negrarese, dove scegliere le 40 ore è possibile da anni, e si allinea pure con una tendenza generale nell’organizzazione e nella didattica scolastiche per andare incontro a mamme e papà che lavorano fuori casa e spesso a distanze inconciliabili con i classici orari mattutini della scuola. La decisione di rendere operativo il tempo pieno anche nella scuola del capoluogo è stata presa dall’Istituto comprensivo statale «Emilio Salgari» sulla scia di varie richieste ricevute dalle famiglie e non senza tensioni. Secondo alcuni, infatti, la decisione avrebbe potuto avere contraccolpi non positivi sulle domande per la scuola della frazione di Fane che al momento però non sono stati registrati. Resta da vedere se i numeri rimarranno tali, al termine di questo periodo di iscrizioni, per far partire un’altra classe anche nel prossimo anno scolastico. Intanto però arrivano già segnali positivi dalla modifica di orario. Molte mamme che hanno figli iscritti alla classe delle 40 ore sono felici della scelta fatta, sia per sé che per i bambini. Una di loro ha scritto al nostro giornale, chiedendoci espressamente di menzionare l’attivazione del tempo pieno tra le buone notizie locali. «La classe avviata con il tempo pieno lavora bene e i bambini sono veramente sereni», scrive la signora definendosi «un genitore di oggi, come tanti». «Finalmente anche a Negrar», prosegue, «perché mi sembrava anacronistico che il capoluogo di uno tra i comuni più popolosi della provincia non avesse classi a 40 ore. A parlarne con un qualsiasi residente di altri comuni si ricevevano in risposta sguardi increduli!» La signora prosegue scrivendo che si è trattato di «un passo verso la modernità: il tempo pieno è una risposta alle esigenze e alle aspettative delle famiglie, perdere questa opportunità vorrebbe dire fare un salto indietro di 30 anni e rinunciare a potenziali iscritti». La mamma, nell’augurarsi che questo sia solo l’inizio, racconta che negli anni scorsi tanti genitori pendolari avrebbero portato i loro bambini nelle scuole elementati di paesi limitrofi a Negrar, come San Pietro in Cariano oppure Parona, «facendo perdere iscrizioni all’Istituto comprensivo di Negrar, togliendo ai bimbi la possibilità di legare con il territorio in cui vivono e influenzando anche il traffico mattutino della Valpolicella». •

C.M.
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