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10.09.2018

Stomizzati, percorsi di rinascita

Il dottor Andrea Geccherle, presidente dell’Ais Negrar
Il dottor Andrea Geccherle, presidente dell’Ais Negrar

Insieme per condividere esperienze di cura e percorsi di rinascita, essere ascoltati e compresi, ricevere consigli e suggerimenti da chi c’è già passato. Insieme per scoprire che il futuro può essere vissuto in modo sereno, facendo fronte a difficoltà ma con buone prospettive. Sono i principi guida dell’Ais di Negrar, nucleo dell’associazione di volontariato nata per rappresentare e sostenere persone che hanno subito una stomia - apertura chirurgica di un tratto dell’intestino o delle vie urinarie per consentirne il corretto funzionamento - e persone incontinenti, a causa di alterazioni del sistema nervoso o muscolare. Ais Negrar ha un anno di vita ed è arrivata a 50 soci, unendo pazienti, medici, infermieri specializzati nel nome del volontariato. Il presidente del gruppo è, dallo scorso gennaio, il dottor Andrea Geccherle, responsabile del Centro Malattie retto intestinali all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. «Sentirsi uniti e combattere la solitudine della malattia è fondamentale, per stomizzati e incontinenti», spiega il presidente. «Condividere le problematiche legate alla propria condizione, tra l’altro, può migliorarne la gestione sia fisica che psicologica». Geccherle è subentrato al dottor Giacomo Ruffo, direttore della Chirurgia generale nel medesimo ospedale. Tra i fondatori dell’Ais di Negrar, inoltre, ci sono la caposala della Chirurgia generale, Roberta Freoni, e Franco Tabarin, che ricopre la carica di segretario. Informazioni all’indirizzo e-mail roberta.freoni@sacrocuore.it. L’associazione collabora con altri gruppi ma in particolare con quello provinciale di Amici, che riunisce i malati di Mici (malattie croniche dell’intestino) come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, tra cui ci sono pazienti anche stomizzati o incontinenti. Venerdì 14 settembre, all’hotel Leon d’Oro in viale Piave, al convegno «Focus on Ibd 2018» promosso dalla Società italiana di chirurgia colo-rettale in cui si parlerà di Mici, parteciperà anche il presidente dell’Ais Veneto Attilio Reginato. «Nel Centro di Negrar seguiamo 1.500 pazienti l’anno, un centinaio con stomia temporanea o definitiva risultante da un intervento chirurgico demolitivo che da una parte compromette le funzioni fisiologiche, ma dall’altra permette l’allontanamento efficace dei gravi problemi che compromettono la salute del paziente, dalle malattie infiammatorie dell’intestino a tumori, malformazioni o colonizzazione intestinale per endometriosi», spiega Geccherle. Alla Chirurgia dell’ospedale Sacro Cuore, dove funziona pure un ambulatorio stomizzati, vengono eseguiti all’anno 500 interventi di chirurgia colo-rettale, con il confezionamento di circa 50 stomie. «La stomia, se gestita correttamente, non pregiudica la qualità della vita né deve porre limiti alle proprie abitudini», continua il presidente Ais. «Possono essere di grande aiuto le attività che proponiamo, le informazioni fornite su presidi e accessori, gli incontri ricreativi per ritrovare il piacere di uscire senza imbarazzi dovuti al cambiamento del proprio corpo». Passando all’incontinenza, in Veneto ne sono affetti 97mila uomini e 450mila donne, ma i numeri potrebbero essere molto più alti. Solo il 20 per cento dei pazienti, infatti, ne parla con il proprio medico e nell’80 per cento dei casi il disturbo viene taciuto. «Oltre all’erronea convinzione che non ci sia nulla da fare, sono diffuse vergogna e imbarazzo», spiega Geccherle. «Chi ne soffre tende a isolarsi. Rivolgersi allo specialista, invece, è fondamentale per identificare le cause che hanno portato all’incontinenza e ricevere le migliori cure». Per tutto il resto c’è l’Ais. •

Camilla Madinelli
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