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24.02.2018

«Regole condivise in Valpolicella sui fitofarmaci»

Viticoltura in Valpolicella: parte la proposta di regole sui fitofarmaci
Viticoltura in Valpolicella: parte la proposta di regole sui fitofarmaci

Un protocollo unico sull’impiego dei fitofarmaci in agricoltura per tutti i Comuni della Valpolicella. La proposta è dei Comuni di Negrar e di San Pietro in Cariano. Nel rispetto della direttiva del 2009, con la quale l’Unione Europea ha dettato le linee guida per l’uso «sostenibile» dei fitofarmaci, il Governo italiano ha emesso una serie di decreti, tra i quali il Pan (Piano di Azione Nazionale). «In applicazione del Pan, la Giunta regionale ha poi approvato gli indirizzi per il corretto impiego dei prodotti fitosanitari», spiega Giuseppe Poiesi, consigliere comunale incaricato all’Ambiente a San Pietro, «proponendo alle amministrazione locali di adottare una regolamentazione comunale, in applicazione del Pan». Con questi presupposti, San Pietro e Negrar hanno deciso di dare un seguito al regolamento regionale, «con la speranza», continua Poiesi, «che venga condiviso anche dagli altri Comuni della Valpolicella, per arrivare all’adozione di un unico regolamento». Lo stesso Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, con una nota inviata a tutti i sindaci del territorio, invita a produrre un regolamento che abbia l’obiettivo di favorire e promuovere tutte le buone pratiche agricole. A Negrar, il vicesindaco Fausto Rossignoli e il consigliere Maddalena Maistri, illustrano così la proposta. «L’adozione di un regolamento uguale per tutti nasce dalla consapevolezza che se si vuole migliorare davvero la situazione e trovare soluzioni che funzionino, è necessario il contributo di tutti, facendosi carico delle esigenze di ogni realtà locale, senza stancarsi di dialogare e di confrontarsi, per arrivare insieme al traguardo. Oggi si sono una consapevolezza e una sensibilità maggiori rispetto al passato e ciò aiuta. Vale per i Comuni, per i cittadini, per gli operatori agricoli e le loro associazioni. Insieme è molto più facile risolvere il problema». Le caratteristiche principali delle nuove regole? «La più importante è l’allineamento delle regole locali sui fitofarmaci alle conoscenze scientifiche più attuali in materia e alle norme più recenti emanate dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione. A volte queste norme sono buone, ma forse un po’ generiche e programmatiche: grazie al regolamento diventeranno più precise e concrete». Ma non è tutto. «Mentre in precedenza le norme si limitavano a dire che chi usa i fitofarmaci lo deve fare a una certa distanza dalle case, in certi orari, ma senza altri limiti, ora vengono introdotte delle regole che vietano espressamente l’uso di alcuni prodotti che possano mettere a rischio la salute, disponendo l’uso di sostanze alternative non dannose, per le quali la scienza ha dimostrato la medesima efficacia. Inoltre, le nuove norme prevedono anche una serie di cautele importanti per gestire la distribuzione delle sostanze utilizzate e saranno destinate a valere non solo per le aree agricole, ma anche per tutti gli spazi sensibili frequentati dalla popolazione e dalle persone vulnerabili». E per chi già produce biologico e certificato? «Chi ha adottato il biologico e uno dei protocolli certificati di limitazione dei fitofarmaci (per esempio il protocollo RRR del Consorzio) avrà delle sensibili agevolazioni nei trattamenti in campo. Questo vuole essere un incentivo alla diffusione delle nuove tecniche». La terra dell’Amarone, insomma, è pronta a mettersi al passo con altre realtà importanti. «In questa materia, altri Comuni si sono già mossi, anche in distretti produttivi all’avanguardia come quello del Prosecco. Possiamo, quindi, dire che queste realtà non saranno più dei miraggi lontani, ma compagni di strada per la Valpolicella». •

Gianfranco Riolfi
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