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15.11.2015

La stella cadente «benedice»
l’Arpa eolica di Mazzano

L’Arpa eolica di Mazzano, inaugurata domenica scorsaGiuseppe FerlengaLa ricostruzione della cometa fatta al computer da Ferlenga
L’Arpa eolica di Mazzano, inaugurata domenica scorsaGiuseppe FerlengaLa ricostruzione della cometa fatta al computer da Ferlenga

Camilla Madinelli

Una stella cadente solca il cielo di Mazzano e «benedice» l’Arpa eolica monumentale la sera stessa della sua inaugurazione. Come se anche l’universo volesse partecipare, lasciando una visibile traccia, al ricordo dei caduti nelle guerre e sul lavoro ai quali l’opera è dedicata.

Domenica scorsa, nella frazione di Negrar si sono conclusi a tarda sera, con un concerto prima in chiesa e poi all’aperto attorno all’Arpa, i festeggiamenti per il monumento progettato dall’artista negrarese Giuseppe Ferlenga e voluto dal Gruppo culturale e sportivo di Mazzano. Una sessantina di persone almeno, mentre erano tutt’o- recchi per ascoltare il coro diretto da Silvia Cipriani eseguire l’ultimo brano sotto il cielo stellato, sono rimaste stupefatte per lo spettacolare evento astronomico apparso davanti ai loro occhi: verso le 23 un grande meteorite color oro e rosso brace ha solcato il cielo da sud est a nord ovest, lasciando dietro di sé una larga scia.

Infine ha esaurito la sua corsa disintegrandosi in atmosfera.

Impossibile non vederlo, per chi stava tra il pubblico, rivolto verso l’Arpa eolica e la vallata di Negrar, di cui si gode una splendida veduta dalla piazza della chiesa di Mazzano. Nessuno era pronto a immortalare questa scia luminosa con una macchina fotografica. E così Ferlenga ha creato un’elaborazione grafica al computer. Quasi nessuno poi era pronto a esprimere un desiderio, come vuole la tradizione al passaggio delle stelle cadenti, più frequenti in estate. Tutti però si sono organizzati molto in fretta, recitando a mente il loro personale desiderio, dopo aver manifestato a voce alta una buona dose di stupore.

Sorpreso pure il progettista Ferlenga, che si occupa anche di astronomia: «Fenomeni simili possono capitare durante il passaggio di sciami meteorici», spiega, «e l’inaugurazione dell’Arpa eolica è avvenuta proprio nella settimana dal 5 al 12 novembre, periodo nel quale gli astronomi stavano attendendo il passaggio dello sciame delle Tauridi. Probabilmente l’oggetto avvistato a Mazzano apparteneva a questo sciame, generato dalla cometa Encke. Per quanto mi riguarda, sicuramente è stata la più bella conclusione d’inaugurazione che potessi desiderare».

Finale con sorpresa, dunque, mentre i coristi intonavano Ceseta ‘n montagna. I più devoti hanno subito pensato a un segno divino, ma anche i meno credenti non hanno mancato di emozionarsi. La stella cadente ha lasciato tutti con gli occhi lucidi. Tanta emozione, del resto, era stata ingenerata nelle due ore precedenti grazie al repertorio corale intenso e a tratti struggente proposto dal Coro di Mazzano, diretto dal maestro Giovanni Fedrighi, e dalla Schola cantorum di Silvia Cipriani, composta da oltre 40 voci e formata da coristi provenienti da Pesina di Caprino, Rivoli, Calmasino e Castelrotto, arrivati a Mazzano anche in pullman.

Ha dato il benvenuto in paese il presidente del Gruppo sportivo e culturale, Luca Viviani, mentre Ferlenga ha tenuto una breve conferenza tra il primo e il secondo tempo musicale per spiegare la scultura sonora da lui ideata appositamente per la piccola frazione.

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