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04.03.2018

L’asta di Amarone porta fondi per i terremotati

Un momento dell’asta benefica dell’Amarone svoltasi ad Arbizzano FOTOSERVIZIOAMATO
Un momento dell’asta benefica dell’Amarone svoltasi ad Arbizzano FOTOSERVIZIOAMATO

All’asta di Vetrina Amarone il vino vecchio riscalda gli animi. Sono le bottiglie più datate quelle che ieri pomeriggio hanno infiammato la platea della vendita all’incanto di solidarietà, che fa da aperitivo a Vetrina Amarone, in corso a villa Mosconi Bertani di Novare di Negrar. Sono una sessantina in tutto, per 26 lotti, le bottiglie messe a disposizione da produttori e privati cittadini, che un nutrito numero di potenziali compratori si è conteso ieri pomeriggio nella barchessa della villa. A guidare l’asta, quest’anno è stato chiamato il trio formato dai sommellier Marco Scandogliero, Enrico Fiorini e Gianluca Boninsegna, che conducono la trasmissione Una Cantina per tre, in onda il martedì alle 21.15 su TeleArena. Tre battitori qualificati, che hanno presentato i vini all’asta con leggerezza e competenza, proponendo il meglio che l’enologia valpolicellese offre oggi, al maggior prezzo possibile, considerata la finalità benefica della manifestazione. A loro disposizione avevano una di Amarone della Valpolicella datato 1969, ma sono stati battuti anche due Recioto della Valpolicella - Amarone del 1969 delle cantine Santa Sofia (battute a 150 euro) ed un Recioto della Valpolicella del 1979 di Campagnola. La battaglia, come era prevedibile si è scatenata subito e si è particolarmente riscaldata con gli ultimi due lotti. Il primo, messo a disposizione dalla famiglia Quintarelli, comprendeva un Amarone classico 2009 (venduto a 250 euro), un Recioto 2004 (230 euro), un Valpolicella Superiore una Valpolicella classico del 2010 ed un Rosso del Bepi (200 euro). In corso d’asta sono arrivate alcune bottiglie storiche messe a disposizione dal cavaliere Giovanni Pompei Forte, calabrese di nascita, ma veronese a tutti gli effetti, Oscar della Cucina italiana 1974. Le sue bottiglie sono andate all’asta in un unico lotto (260 euro in totale), con un Recioto spumantizzato Bolla nel 1971, un Amarone di Santi del ’70, un Valpolicella Superiore Santi del ’68, un Amarone della Cantina di Negrar del 64 ed un Amarone della stessa cantina del 1961. «Questi vini me le ha fatti conoscere l’enologo Luigi Veronelli negli anni sessanta» ha raccontato «nel mio ristorante a Crotone , con i registi Mario Monicelle e Pier Paolo Pasolini». Durante l’asta sono state battute anche preziose annate di Guerrieri Rizzardi, Farina, Signorvino ed una degustazione verticale delle annate 2008-2009-2010- 2011 di Secondo Marco. L’asta si svolge tutti gli anni ad esclusivo scopo benefico. È aperta a cittadini ed appassionati che intendono portarsi a casa bottiglie delle annate migliori di Amarone, Ripasso e Recioto. Tutti pezzi da collezione, ma soprattutto da degustazione in buona compagnia, che imprenditori e privati mettono generosamente a disposizione del banditore a scopo squisitamente benefico. Il ricavato, sarà devoluto a Cittareale, comune terremotato in provincia di Rieti, per il completamento della rete wi-fi della cittadina. Per la cronaca, la bottiglia battuta al prezzo più alto al mondo è una da 6 litri del californiano Screaming Eagle Cabernet Sauvignon annata 1992, che nel 2000 è stata battuta ad un’asta di benefidienza per 500 mila dollari. •

Gianfranco Riolfi
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